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giovedì 24 novembre 2016

A volte vale la pena prendere un treno

Lo scorso weekend Qualche weekend fa Trasparelena ha preso un treno, ed è andata a Firenze con le sue due migliori amiche: A e E.
Un weekend a tre.
Un weekend pensato per l'amica A. che abita lontano dalle amiche e dai parenti. Da sola con un marito che lavora tantissimo e due bimbi picc non grandi.
Un weekend pensato per l'amica A ma di cui Trasparelena aveva tanto, tantissimo bisogno.
Per staccare dalla quotidianità che in questo periodo (da troppo tempo) è un po' pesante. 
Non per staccare dal Traspamarito, che in verità le è mancato.
Ne' per staccare dalla BambinaGrande, che le è mancata anche lei.
Per staccare dal clima ansiogeno che c'è in ufficio, e che irrimediabilmente si porta anche a casa, perchè 300 colleghi (di cui 30 della sua sede) hanno ricevuto una lettera di cassa integrazione, che altro non è che un licenziamento posticipato di due anni*. 
Sono stati solo due giorni, ma abbiamo riso tantissimo, ci siamo divertite tantissimo, pur non avendo fatto niente. E il lunedì successivo vedere i colleghi "cassati" riconsegnare il PC ha fatto male, ma c'era comunque la consapevolezza che a volte ci sono delle scappatoie... delle boccate di ossigeno sono sempre possibili

E con la consapevolezza che la distanza non è niente, l'amicizia va oltre.

* a questo giro nè Trasparelena nè il Traspamarito hanno ricevuto la "lettera". A questo giro



Si sta come
d'autunno
sugli alberi
le foglie



lunedì 5 settembre 2016

La dura vita dell'informatico donna

Trasparelena è un informatico.
Trasparelena ha pure una laurea, in informatica.
Trasparelena lavora da quasi 16 anni come informatico. Da 10 sullo stesso prodotto.

Ancora dopo 10 anni Trasparelena si ritrova bypassata perchè è una donna, o forse perchè nella precedente fusione, di oramai 3 anni fa, lei stava nell'altro-pezzo di azienda, rispetto all'interlocutore che l'ha bypassata.
Fatto sta che si è trovata bypassata con l'aggiunta della bassa insinuazione di non aver (voluto) riferire al suo diretto superiore (cosa che ovviamente aveva già fatto, prima del bypass)
Come se fosse ovvio che non sarebbe stata in grado di fare un lavoro che peraltro fa da 10 anni
Come se fosse ovvio che non avrebbe nemmeno riferito al suo responsabile
Come se fosse qui di bellezza. 

Trasparelena è un po' alterata. E l'ha fatto presente. Anche se non servirà a niente.

Però avrebbe pure voglia di mettersi a gridare. E questo magari un po' servirebbe a distenderle i nervi, diciamcelo.

A titolo di correttezza Trasparelena vorrebbe aggiungere che i suoi capi l'hanno difesa, soprattutto quello due gradini sopra.

giovedì 5 febbraio 2015

Piccole sfighe

_Prefazione_
Piccole. Perchè i problemi veri sono altri


Trasparelena fa un lavoro per cui ogni tanto, in modo assolutamente randomico e non programmabile assolutamente, a volte nemmeno con due giorni di anticipo, deve andare in ufficio alle 5.45 del mattino. Questo vuol dire che deve svegliarsi alle 5.
Trasparelena non fa lo scaricatore all'ortomercato. Però gli orari son quelli
Siccome gli orari precisi la disturbano Trasparelena punta la sveglia alle 5.05. Perchè è una povera illusa e pensa che quei 5 minuti li pensa che facciano la differenza tra trascinarsi e alzarsi bella pimpante. 
Questo fa si che arrivi in ufficio alle 5.50.
Questo se non deve grattare il ghiaccio dal parabrezza. 
E se non diluvia.
E se la sbarra del parcheggio del bravodipendentechearrivacolbuio si apre (perchè essendo che è un posto auto dedicato a questi eventi, lo si usa a volte raramente e quindi la scorsa settimana dopo 3 mesi di inutilizzo la sbarra non si è aperta)
Va bene lo stesso, perchè la cosa che deve fare inizia alle 6, quindi c'è ancora un po' di margine.
Appunto per tutti i se di cui sopra.

Trasparelena quindi arriva puntualmente con 5 minuti di ritardo in ufficio per fare la cosa che va fatta prima che il resto del mondo si svegli. Insieme al collega G. che però fa da casa sua. Quindi è presente da remoto.

Trasparelena in verità si offre sempre per fare queste attività, perchè il collega che potrebbe farle al posto suo abita Moltomoltolontano e le spiace farlo alzare alle 4.
Trasparelena si offre anche perchè poi ha diritto a 4 ore di recupero.
Per un giorno in cui è morta di sonno ha poi 3 altri giorni in cui potrà uscire alle 4 e andare a fare la brava mamma davanti al cancello della scuola della BambinaGrande.

Le ultime due volte che c'è stata la sveglia antelucana, era mercoledì.
Trasparelena al mercoledì sera ha la lezione di yoga.
Chevvuoichessia, si è detta la prima volta. Vado, mi stendo, cerco di seguire. Se riesco bene, così mi rilasso, se non ce la faccio sto li sdraiata, e mi rilasso uguale. E almeno ho la scusa che sono iper-stanca quando non riesco a fare qualche asana. Che essendo molto negata c'è sempre qualche asana che non riesco a fare. 

Quel giorno era la giornata dell'abbraccio, quindi s'è fatta una fantastica ora e mezza di yoga della risata, che è fatto di saltelli e versi e altri saltelli e corsette e ancora saltelli e appunto risate.
Trasparelena è uscita devastata.

Ieri c'è stata un'altra sveglia antelucana. E ieri sera un'altra lezione di yoga.
Trasparelena si è detta che la lezione di yoga della risata oramai era fatta, quindi avrebbe potuto rilassarsi, fare cosa riusciva e riposarsi.
Piena di fiducia è andata quindi in palestra con l'amica E. Per scoprire che c'era un guasto al riscaldamento e ci si trasferiva nella palestra accanto, condivisa con una squadra di pallavolo. Praticamente s'è praticato nel ripostiglio della squadra di pallavolo. Che aveva le finestre sbeccate.
Un freddo che metà bastava.

Siccome faceva freddissimo s'è fatta una lezione dinamica. Tipo 12 ripetizioni del saluto al sole, con tutte le varianti variabili. 
Giusto per rilassarsi insomma.

Trasparelena pensa che ci sia una congiura karmica che la sprona a reagire al sonno. 
Oppure che è un po' sfigata.

mercoledì 22 gennaio 2014

C'è

C'è il lavoro, che allegramente in otto mesi ti ritrovi indietro di otto anni, bellamente demansionata. 
C'è che il tuo parere tecnico conta come il due di picche, e ti ritrovi a dire "hai visto" dopo che il tecnico riconosciuto a cui viene fatta la stessa domanda risponde con le stesse tue parole
Ci sono stati tre giorni a difendere il codice del collega assente, perchè se non lo si capisce dev'essere sbagliato. Pure se funziona bene da anni.

Ci sono giorni in cui è veramente ma veramente difficile farsi scivolare le cose addosso. In un ambiente dove sono tutti pronti a recriminare, a criticare e a lamentarsi. 

E poi pensi che la vita è fuori, la vita è una certa bambina di sette anni. Bellissima. Sveglissima. Che ti da perle di saggezza vera.

TraspaAuto sera, di ritorno a casa.

BambinaGrande: "mamma ho un avviso importantissimo"
Trasparelena: "bene, e cosa dice?"
BG: "non lo so è nella busta, ma è importantissimo, e ce l'avevo solo io"
T: "scusa, ma come fai a dire che è importantissimo se non sai cosa c'è scritto? Te l'ha detto la maestra"
BG _con sufficienza_: "Ma no, mamma. Si capisce dalla busta!!!"

Per la cronaca, era il menu della mensa.

Se gli adulti avessero questo stesso approccio alla vita il mondo sarebbe migliore.

giovedì 5 dicembre 2013

Impronte

Impronte
Impronte sulla neve, che non è neve ma è una brina umida rimasta su una piazza finta, esposta a nord.
Impronte di persone.
Impronte di un uccello, smarrito, nella piazza finta con intorno un giardino ancora più finto. Dove pochi anni fa c'era un campo.

Il Traspaufficio nuova sede è in una via dal nome poetico, che ricorda Uinnipu'.
Un edificio ipermoderno. Vetro, cemento e legno. Ma non alberi, legno. 
In mezzo a una campagna che non è più, tagliata dall'autostrada, dalla tangenziale e pure dai binari del metrò. 
Una campagna che dici _bello, lavori in campagna_ però se per caso decidi di venirci in bicicletta ti conviene prima farti un'assicurazione sulla vita. Perchè va praticamente attraversata l'autostrada, o la tangenziale, a scelta. 

E per dirla con Celentano, siccome "la dove c'era l'erba ora c'è una città" la fauna autoctona non si è ancora abituata. 
E così stamattina ho visto un airone bianco, bellissimo, atterrare nel terreno incolto che costeggia l'autostrada. 
E ho deciso che oggi sarebbe stata una bella giornata. 

E fino ad ora lo è stata.

Tutto sommato, la felicità è una piccola cosa. Trilussa

giovedì 3 ottobre 2013

Frustrazioni

Trasparelena di mestiere fa l'informatico. L'impiegata informatica.
Trasparelena fa l'impiegata full-time.
Full-time vuol dire 8 ore di lavoro più 1 ora di pausa pranzo più 20+20 minuti per il tragitto.
Full-time vuol dire che si esce di casa alle 8 e ci si ritorna alle 18.30
Full-time vuol dire che se il Taspasuocero _santo subito_ non portasse la BambinaGrande a scuola si tornerebbe a casa alle 19, e non alle 18.30
Full-time vuol dire che Trasparelena non va mai a prendere la BambinaGrande a scuola
Full-time vuol dire che Trasparelena in settimana non cucina, perchè qualsiasi preparazione che richieda più di 15 minuti è troppo onerosa*.
Full-time vuol dire che la BambinaGrande venerdì farà la sua prima lezione di ginnastica artistica. E la accompagneranno i Traspanonni _santi subito pure loro_

Trasparelena vorrebbe lavorare di meno, fare meno ore. Ma non glielo lasciano fare. 
L'unica alternativa al full-time sarebbe il no-time, ovvero il licenziamento. Ma chi ce l'ha il coraggio di licenziarsi in questo periodo qui, in cui avere un lavoro è un lusso. Trasparelena questo coraggio non ce l'ha.

Trasparelena, come già sicuramente detto qui, perchè questo è un tema ricorrente, fa buon viso a cattivo gioco e abbozza. E si frustra. Si frustra e abbozza. Abbozza e si frustra.
E la BambinaGrande si accontenta dei brandelli di tempo in disavanzo. Quando la mamma è stanca. E il papà pure. 

Poi le capita di leggere questo post qui
E le dispiace, perchè l'autrice la conosce. E le sta pure simpatica parecchio.
E però ci sta male lo stesso. E non ci dorme la notte. Che la frustrazione raggiunge livelli indicibili.
Talmente indicibili che non si riesce nemmeno a piangerci un po' su.
Trasparelena non ce l'ha con la sua amica-autrice-del-post. Epperò leggere "fiuu finalmente si smette di correre e ci si gode i bambini" fa un po' male. 
Soprattutto quando non si finisce di correre. Se non in vacanza. Ma la vacanza si sa che non è la vita vera.



* per uscire di casa alle 8 bisogna alzarsi alle 7. Per alzarsi alle 7 la BambinaGrande deve andare a nanna alle 21. Per andare a nanna alle 21 avendo digerito bisogna mangiare alle 19. Per cenare alle 19, tornando a casa alle 18.30, occorre accontentarsi di qualcosa che in 15 max 20 minuti sia pronto.

giovedì 23 maggio 2013

Noi e Voi

Noi vi abbiamo comprato. O meglio il nostro "padrone" vi ha comprato e vi ha fuso con noi.
Voi siete più in tanti.
Noi abbiamo più clienti
Voi eravate in passivo
Noi eravamo in attivo
Voi siete più strutturati, come un'azienda vera, perchè eravate un'azienda più anziana
Noi il tempo di strutturarci non l'abbiamo avuto, e sembrava pure un bene, dato che almeno una delle tremila funzioni aziendali non sarebbe stata doppia.

I capi dicono che non dobbiamo dire Noi e Voi.

Noi si cerca di non farvi pesare il fatto che Voi siete stati acquisiti da Noi.
Però ecco, Noi abbiamo avuto come monitor i Vostri fondi di magazzino. E alcuni di Voi alle nostre lamentele hanno riso.
Ora se si guardano le postazioni di lavoro, le Vostre hanno monitor a 24 pollici, le nostre a 17, che sembriamo i cugini poveri.

I capi dicono che non dobbiamo dire Noi e Voi.

Noi abbiamo più clienti, ma il fatto che quello che avete Voi, a detta Vostra, sia migliore, scusate, è un po' fastidioso.
Su certi prodotti Noi (io, Io, IOOOO) abbiamo 6/7 anni di esperienza (ehm, io quasi 10) però le Vostre versioni e procedure, a sentire Voi, sono migliori. E quello che facciamo Noi sembra sempre meno importante.
E non abbiamo detto niente quando Voi, pur con la Vostra minore esperienza siete venuti a comandarci. Vi abbiamo dato il beneficio del dubbio. Ci siamo detti che senz'altro eravate persone preparate e meritevoli.

I capi dicono che non dobbiamo dire Noi e Voi.

Noi, oggi, siamo un po' avviliti. E ci guardiamo in faccia basiti, mentre Voi siete andati al caffè a dirvi chissà cosa. Qualcosa, comunque che Noi non dobbiamo sapere.

Ecco, magari se Voi non vi fate accorgere, almeno Noi  non ci rimaniamo come dei fessi.

D'altronde i capi dicono che non dobbiamo dire Noi e Voi.

venerdì 12 aprile 2013

Il nuovo ufficio

___prometto che poi la smetto___
___forse___


alla fine mi sono spostata nel nuovo ufficio. Temporaneamente, per fare una attività con i nuovi colleghi. Ma sono qui.

Ecco è bello

Sisi, è bello

Ecco è molto bello

Il tragitto non è niente di trascendentale, si può fare.

E il posto, fuori, è carino.

E poi c'è questo


Il Traspamarito vuole farmi una roba del genere anche a casa

ehm

Nota negativa: mi mancano i MIEI colleghi, che sono ancora nella vecchia sede. Ma non glielo diciamo, vah, se no si montano la testa e mi dicono che invece loro senza di me stanno meglio.
Ma tanto non ci crede nessuno!!!

lunedì 8 aprile 2013

Dodici anni

Questa cosa del trasloco dell'ufficio induce Trasparelena a fare un certo numero di riflessioni.
La più sconvolgente è quella sulla durata del tempo (e non è un gioco di parole)

Dodici anni
In questi dodici anni nella Traspavita ci son stati
Un fidanzamento, un matrimonio, una figlia, una casa nuova. 
Cose grosse, insomma.

Riflettendoci mi sentirei di dire che ho vissuto pienamente, in questi dodici anni. 

E non è mica poco.

giovedì 4 aprile 2013

Positivo e negativo

Trasparelena lavora nella stessa azienda da 12 anni e mezzo. Ebbene si, Trasparelena è una affezionata del posto fisso. L'azienda ha cambiato nome per quattro volte e proprietario per tre. Si è fusa ed è stata scorporata ma Trasparelena resta sempre li, sul pezzo. 
Da più di sei anni Trasparelena lavora anche sullo stesso prodotto, dove ha cambiato la bellezza di 4 responsabili (ora siamo al numero 5), ma questo è irrilevante, vostro onore.

Quello che Trasparelena non ha ancora detto, è che la suddetta azienda a cui è nei secoli fedele ha la sede in un palazzo che lei ha visto costruire, perchè sta a più o meno 500 metri da casa dei Traspanonni. Attualmente 2,5 km dalla Traspacasadeisogni.
Una roba che ci si va a piedi in 20 minuti, bici 10 minuti _tuttapistaciclabile_, auto 5 minuti.
Ecco.

Quello che è oggetto di questo post è che il Traspaufficio in questo mese di aprile verrà trasferito.

_ un minuto di giustificato pianto_

Verrà trasferito a 8km, praticamente dalla periferia sudovest alla periferia sudest. 

Ora si dirà "eh vabbè chevuoichessia 8km quando c'è gente che ne fa 30-50-80?"

Ecco lo si dica pure, a Trasparelena non interessa cosa fanno gli altri, il vero problema è che i tempi di trasferimento passano da 5 a 35 minuti (stima ottimistica) e tocca prendere la macchina. E Trasparelena sta alla giuda come il cioccolato fondente sta ai broccoli.

Ora si dirà "eh vabbè tanto lavori col Traspamaritotuo e farete una sola macchina"

Ecco, lo si dica pure, ma il Traspamarito non è che faccia il mio identico lavoro, magari uno dei due ha necessità di rimanere più a lungo, per esempio. .

Quindi soprattutto all'inizio noi si useranno due auto. Finchè non ci si prende la mano. 

Forte del fatto che piangersi addosso non aiuta Trasparelena vuole però fare un elenco delle cose positive del nuovo ufficio, perchè le negative pare evidente che le abbiamo già abbondantemente elencate
Trasparelena si impegna e troverà ora qui 10 lati positivi

  1. Palazzo nuovo, ufficio nuovo = pulito
  2. con l'occasione del trasloco si uniranno due sedi = colleghi e college nuove = togliamoci un po' dall'empasse che si crea quando si vedono le stesse 20 facce per 12 anni. Cambiamo pure un po' le dinamiche, che essendo logorate dal tempo possono solo migliorare
  3. con l'occasione del trasloco mi tolgono dalla stanzina del parcheggio dove sto con il fantastico collega che si rifiuta di fare alcunchè perchè dice che è dequalificante, purtuttavia si sente in obbligo di informarmi di tutti i suoi stati fisici e mentali, financo dei ruttini.
  4. facendo più strada in macchina si potrà ascoltare di più la radio, restando un pelo più allineati su quello che succede nel mondo, che il Traspatelevisore deve avere un guasto, dato che prende solo cartoonito e rai yoyo
  5. il nuovo Traspaufficio è attaccato alla piadineria che fa la piadina al momento (non la farcitura, la piadina proprio)
  6. il nuovo Traspaufficio sta in un megacentrocommerciale, che permetterà di sfruttare i saldi.
  7. il nuovo Traspaufficio, non essendo in una zona di gravità della Traspafamiglia sarà ufficio e basta, non ci si passerà nel weekend, come accade ora. Si separereanno di più le cose
  8. di fronte al Traspaufficio c'è un bar, che fa un buonissimo cappuccino. Devo provare le brioches
  9. della piadineria ho già detto?
  10. e del bar?
buaaaaaaa

martedì 10 luglio 2012

Di nuovo

Di nuovo ho troppe cose da dire e le idee confuse
Troppe cose per un post ma poche per tanti post

e allora facciamo un po' di riassunto

  • denti: ora è appurato che non ho una figila, ho un coccodrillo. Ora sta mettendo i primi molari, e ogni dente son 39 di febbre, una volta solo febbre, la seconda volta febbre-e-placche-in-gola e a 'sto ultimo giro febbre-e-acetone. Per fortuna che "caccia giù di tutto" e quindi non si fa fatica a darle la medicina di turno. E ne manca ancora uno, cosa ci aspetterà?
  • il post vacanza dai nonni: sabato la BambinaGrande è tornata a casa, anzi venerdì sera. Sarà stato che stava convando il malessere, sarà stata l'eccitazione è stata insopportabile. E' che io questa bambina la amo in un modo che non trovo le parole, però ecco, la sensazione di libertà e nonresponsabilità di quando stava dai Traspanonni è stata inebriante. E mi ci sento pure in colpa
  • la valigia: c'è che noi si parte per le vacanze, c'è che s'è scoperto venerdì scorso che ci hanno cancellato le due settimane di agosto in cambio ci permettono di  attaccare una terza settimana a luglio. C'è che siamo stra-contenti di fare 3 settimane consecutive di ferie, che non avevamo nemmeno osato chiederle perchè non comprendevano la chiusura aziendale, e invece le sante esigenze di servizio ce l'hanno permesso. C'è che in questo periodo di vacche magre se ti chiedono di lavorare di più, diciamocelo, ti fa piacere.  Però c'è da fare la valigia. E io odio fare le valigie.  E per fortuna che la BambinaGrandeGuarita sta dai Traspanonni così posso fare con calma. E per fortuna che ci sto pensando da circa tre settimane e quindi ho bene in mente cosa mi serve.
  • corsa: senza la BambinaGrande noi si va a correre assieme, e il Traspamarito-personaltrainer mi fa correre di brutto. Tre chilometri a botta per la precisione (1.5+1.5). E sono dimagrita un kg. Per non sbagliare mi son appena mangiata un kinder, vorrai mai che dimagrisco troppo? ahahahah
  • il computer: il mio portatile aziendale s'è brasato. Letteralmente s'è fuso il processore. L'han fatto sostituire, il suddetto processore, e ora non vede più il disco. Ora pare me ne daranno uno nuovo. Secondo me non gli funzionerà la scheda di rete. Come minimo. Nel frattempo ho un muletto che sta su una rete di sviluppo per poter accedere alle macchine, da cui non posso usare la stampante. Per non cecarmi definitivamente l'ho collegato al monitor, ma l'unica tastiera usb che ho trovato è l'esatto contrario dell'ergonomia. E le porte usb comunque non mi bastano, la chiavetta e il disco esterno (quello con i miei dati, tutti i miei documenti aziendali, e tutte le immagini degli ultimi sei anni della mia vita)  devono fare a turno, idem il cellulare. Ma il problema non è questo, è che 'sto pc è un chiodo, ogni tanto si pianta, scalda all'inverosimile che mi sudano le ginocchia sotto alla scrivania bollente.
  • il neo: mi si è rotto un neo. Sul ginocchio. Nell'ottimo ospedale dove sono in cura (che è ottimo davvero eh) mi han detto che se qualcosa cambia anzichè dopo un anno devo tornare prima. Ecco. Tra un anno sarebbe maggio. Prima, per loro sarebbe marzo. Siamo a inizio luglio. Marzo non è prima, marzo è tra un anno. E questo nonostante abbia una ricetta del mio mdb con una indicazione di urgenza per cui mi dovrebbero visitare entro 30 giorni. Alla fine ci vado privatamente (a fine agosto, mica subito, figurarsi) però mi scoccia. E chi non può andare privatamente? 
  • il lavoro: come si diceva prima è tanto, e ciò è bene. Stiamo però lavorando a un progetto in cui ogni cosa che poteva andare male è andata peggio. Ecco. Il capo è in malattia per intervento a un ginocchio e lavora come un matto tra una fisioterapia e l'altra, e la cosa mi fa pure sentire in colpa, perchè in malattia non si lavora, cazzarola. 
Direi che è tutto. Ehm, forse un po' di post li potevo pure scrivere. Perdonatemi suvvia che ho mezzo cervello nel progetto che sta andando peggio e mezzo nella valigia!

giovedì 17 maggio 2012

44 0re

44 Ore sarebbero più di 5 giorni
vale a dire 6 volte che avrei potuto andare a prendere la BambinaGrande all'asilo, anzi 11 volte, dato che si sarebbero recuperate 4 ore alla volta.
Che portarla è spesso uno strazio, ma andarla a prendere è meraviglioso.
Soprattutto se non sei stordita di sonno perchè ti sei svegliata alle 5.

Io questo conto non lo dovevo fare, ecco. (che poi l'ho fatto solo per il 2011, ci sarebbero pure i 4 anni precedenti)

Non lo dovevo fare perchè a volte è meglio godersi il momento.

Come ieri

che nel recupero sono andata a prendermi la mia BambinaGrande all'asilo, ho ascoltato il racconto entusiastico della gita*, l'ho portata a casa e poi siamo andate a farci la merenda in gelateria, e a fare la spesa, per mano, come due ragazze, chiacchierando, ridendo, giocando.

Ora mi passa eh , ora la smetto, che non merita. 
E mi scuso con chi non avrà capito, perchè in effetti son stata un po' criptica, ma se scendo troppo nel dettaglio mi viene un papiro.

*sono andati dai vigili a fare l'esame di guida della bicicletta (dopo 3 lezioni che i vigili hanno tenuto all'asilo) e hanno portato a casa la patente del ciclista, che poi sarebbe un attestato di buona condotta stradale.


giovedì 1 marzo 2012

Tre cose tristi

Mi ero ripromessa di non farlo mai un post così
ma sono oltremodo stanca e confusa mentalmente e ho bisogno di sfogarmi
ce cosa se lo fa a fare una un blog se non ci si può sfogare?
dunque


  1. una persona con cui ho lavorato un anno, che era più giovane di me, con meno anzianità aziendale e meno titoli ed è arrivata a farmi da capo e che io ho aiutato senza fargli scontare il fatto che invece di prendere lui potevano dare l'aumento a me, che è andato via e ora mi cancella pure da linkedin, nonostante finche è stato qui mi abbia sempre usato per me parole di stima (che è una fesseria, ma mi chiedo che bisogno aveva, mica gli ho chiesto niente nè scritto o che) 
  2. una collega che a fronte di un problema di lavoro mi dice "non l'ho capito, non lo voglio capire, non lo faccio e non mi interessa" rovesciando la cosa su di me, che non ho nemmeno il titolo per gestirla (mentre lei si), come se non fossimo stipendiati dalla stessa azienda.
La tre non mi viene, buon segno, già mi sento meglio, e forse dovrei cambiare il titolo a "due cose stanche"

p.s. forse la persona di cui al punto uno, o  una persona che ci conosce entrambi mi legge. 
Forse l'ho scritto apposta perchè vorrei che sapesse che ci sono rimasta male, che non c'era bisogno, e che credevo fosse una persona più matura.


giovedì 19 gennaio 2012

Chi semina raccoglie, basta avere pazienza

Sette-otto anni fa ho lavorato tanto con un collega della sede di Genova. Per un paio d'anni, più o meno fino al 2005-2006.
Lui era il mio cliente interno e io ero il suo fornitore/manutentore tecnico.
Non ci eravamo mai incontrati*, si faceva tutto al telefono o via chat (allora s'usava aol)
Io gli avevo raccontato del mio matrimonio e lui mi aveva mandato le foto delle sue figlie.
Insomma, a volte si divagava un pelo. E quando qualcosa andava particolarmente bene, tipo un progetto che veniva messo in produzione senza grossi intoppi lui mi diceva che la prima volta che sarebbe venuto nella mia sede mi avrebbe offerto la mitica focaccia genovese.

Ecco

Quel giorno è stato ieri. 
E l'altroieri mi ha chiamato per sapere se ero in ufficio, perchè mi avrebbe portato la focaccia

Io ero a casa con la BambinaGrande malatissima, però mi sono veramente commossa. Mi sono sentita orgogliosa di me, di aver comunicato una professionalità (e magari anche una simpatia) chen a suo tempo è stata apprezzata e a distanza di anni è stata ricordata.

Grazie Claudio!!

*Una volta ci siamo incontrati, alla gita aziendale di settembre scorso.

venerdì 13 gennaio 2012

E' venerdì

e sono ancora in ufficio, e ho avuto un sacco di menate, oggi.
Però abbiamo anche raggiunto delle conclusioni. E nonostante i casini sono contentissima. 
Sono proprio allegra, si sono accorti pure i colleghi.
D'altronde è venerdì!!!
E le soluzioni ai problemi si son anche trovate, e si vede la fine di parecchi tunnel.
E non solo perchè è venerdì!!

E c'ho un sonno che metà basta.
Per fortuna che è venerdì!!!!!!!
E chisseneimporta se è il 13.


martedì 10 gennaio 2012

2011 - quello che ho imparato, quello che mi ha lasciato

Non mi piace fare propositi per il nuovo anno, sebbene spero che sarà un anno a colori.
Cioè
Propositi ne ho fatti già a settembre, e sto cercando di tenervi fede.
E poi ho un paio di sogni, che difficilissimamente si avvereranno, e quindi non ci spero troppo, ma comunque me li tengo per me.

Però dal 2011 ho imparato molte cose. E mi sembra importante fare un elenco, perchè secondo me è fondamentale non smettere mai di imparare.
Quindi

  • ho imparato che se le attese sono basse le delusioni saranno piccole e le sorprese saranno grandi
  • ho imparato che le persone spesso non sono come sembrano
  • ho imparato che troppi complimenti gratificano al momento, ma se arrivano da un'unica fonte facilmente porteranno grandi delusioni
  • ho imparato che gli attestati di stima fanno piacere, e a volte bisogna farseli bastare
  • ho imparato che se vedo il bicchiere mezzo pieno vivo più serenamente
  • ho imparato che quando si dice di un adulto che si comporta come un bambino di 5 anni, si offende il bambino, non certo l'adulto
  • ho imparato che chi semina, nel bene e nel male, raccoglie quello che ha seminato
  • ho imparato che non ricevere una punizione può anche essere un premio
  • ho imparato che la mia condizione di madre è un grandissimo privilegio, e non è così scontata, perchè ci sono mie coetanee che non sono madri, e non sanno se lo saranno mai
  • ho imparato che la mia condizione di moglie è un altro grandissimo privilegio, e non solo non è così scontata come si potrebbe pensare, ma può anche essere fonte di invidia, e che comunque mantenere unita una famiglia non è più una cosa così ovvia, purtroppo
  • ho imparato che l'ordine rilassa
  • ho imparato a gestire la mia emotività come non avrei mai immaginato, a non prendere le questioni lavorative troppo sul personale, altra cosa che mi rende fiera ed orgogliosa di me stessa, e a chiudere una porta mentale quando esco dall'ufficio, lasciando le questioni lavorative in un angolino del mio cervello, fino alla mattina successiva
Tutto sommato direi che il 2011 non è stato un anno sprecato!

lunedì 19 dicembre 2011

Volevo scrivere

Volevo scrivere del ponte dell'Immacolata, inaugurato con una fantastica multa per lavaggio strade, perchè non ci è suonata la sveglia in temo e abbiamo raggiunto la macchina con ben 5 minuti di ritardo, e concluso con l'acquisto dei mobili del soggiorno (mica tutti eh, ci manca ancora il tavolo), aggiungendo che in fantastici 3 anni di Traspacasa-dei-sogni stavamo ancora con 2 scaffali Ivar come soggiorno

Volevo scrivere della BambinaGrande, che di pattinare sul ghiaccio non ne vuol più sapere, però con i roller va che è una meraviglia, come se avesse pattinato tutta la vita (come pattino io, ma con i pattini con 4 ruote però)

Volevo scrivere che la mamma dell'amichetta A-uno mi ha detto che la BambinaGrande, nel pomeriggio trascorso con le A-miche è stata la più brava di tutte, e la più educata, e che per ogni cosa chiedeva per favore e poi diceva pure grazie, cosa che mi ha riempito di orgoglio come non mai

Volevo scrivere che il momento più bello di tutto il ponte è stata una mattina in cui la BambinaGrande è venuta da noi nel lettone verso le 8 e poi si è riaddormentata, e siamo state così abbracciate addormentate per un'oretta. 

Volevo scrivere che per la prima volta dopo sei anni mi è capitato un capo che in mezzo a un casino  lavorativo inenarrabile si è preoccupato di chiedermi come facevo con la bambina visto che s'era fatto tardi e di dirmi di andare pure se ne avessi avuto bisogno. Ed è una persona che figli non ne ha.

E invece sono stata travolta dagli eventi. Sono state giornate lavorative pesantissime, che mi hanno veramente ucciso. Belle sicuramente, perchè ho imparato e fatto tante cose, però faticosissime.
E la sera avrei voluto soltanto andare a casa a sdraiarmi e dormire. E invece uscita dall'ufficio mi facevo 10 minuti di passeggiata defaticante e poi mi mettevo un sorriso e andavo a prendere la mia BambinaGrande. E nonostante la fatica pensavo che se non avessi avuto da mettermi quel sorriso lì alla situazione lavorativa bella ma faticosa non ci sarei mai arrivata, perchè non avrei superato i tre mesi precedenti, che sono stati non solo pesanti, ma anche brutti brutti brutti. Perchè mettendomi quel sorriso e prendendomi il primo abbraccio della serata automaticamente mi si rimettono a posto tutte le priorità, e tutto acquista significato.

E ieri sera, mentre ascoltavo la messa della festa della maternità di Maria pensavo che un figlio non è solo un dono, è il dono più grande di tutti. E' una esperienza che auguro veramente a tutti, perchè se pensi di essere felice prima di avere un figlio, quando diventi genitore e guardi il sorriso di tuo figlio capisci che la felicità precedente era solo un pallido pallidissimo riflesso di quella vera.

E pensavo che sicuramente non sono una mamma perfetta, forse non sono nemmeno molto brava, potrei essere più paziente, potrei inventarmi più giochi, potrei farle vedere meno TV e leggerle più libri, potrei farle mangiare cose più sane e cucinate fresche, e non cucinare solo nel weekend per poi scongelare in settimana, e ancora mi sento in debito con la mia BambinaMeravigliosa quando mi guarda come se fossi la Madonna (cioè sempre), ma questa è senza dubbio la cosa più difficile che abbia mai fatto, e anche quella di cui vado più fiera.

mercoledì 26 ottobre 2011

Colloquio

Ci hanno chiamati tutti quanti
ognuno col suo orario, ognuno faceva parte di un elenco.
Tranne me.
Che sono stata pure l'ultima*.
Tutti tornavano un po' sconvolti, un po' rossi in faccia.
Tutti si bisbigliavano nelle orecchie dei "come è andata?" e "cosa ti hanno chiesto?"

E poi si è passati a chiedersi "tu quando vai?" e "tu sei già andato?"

E si vedevano sguardi terrorizzati. 
E nervosismi malcelati.

E io non venivo convocata.

E c'è stata una persona che è stata dentro un'ora. 

Un'ora.

Che già me la vedevo la con il faro alogeno sparato in faccia, e due ceffi mal rasati con la sigaretta che penzola dalla bocca a fare domande e lanciare insulti, in una stanzaccia puzzolente e satura di fumo.


E invece niente
Alla fine sono stata convocata, sono andata e non c'era nemmeno una lampadetta da lettura.
E le persone con cui ho parlato erano perfino eleganti. 

Son quasi rimasta delusa.

D'altronde non capita tutti i giorni che l'ufficio del personale della tua azienda faccia colloqui a tappeto per conoscere le persone, quindi un po' di emozione ci sta!

*l'ultima. Io sono stata l'ultima pure all'orale della maturità, dopo di me c'era solo una persona. Quando ho realizzato la cosa ho pianto, che a me l'attesa logora. Si vede che è destino che io debba attendere.

Ansia

Sono state serate di ansia.
Ansia latente che non ti fa dormire
Ansia conclamata con la nausea. 
Perchè la nausea da ansia si riconosce, oh si che si riconosce!
Innanzitutto per il fatto che se riesci a pensare a una cosa veramente bella ti passa.
Il problema è che non è che si riesce sempre.

Comunque sono state serate di ansia.
Che sono seguite a giornate veramente ma veramente pesanti.
Emotivamente più che altro.

E mi fa arrabbiare che mi venga l'ansia per il lavoro
perchè 
a) non sto perdendo il lavoro
b) io non ho niente da rimproverarmi, ho sempre dato il massimo e sempre con passione
c) sono finita in mezzo a una situazione triste, che non ho contribuito a creare, non ho alimentato e nemmeno condivido
d) la motivazione, sebbene spiacevole non merita la mia ansia

E quindi c'ho l'ansia e son pure arrabbiata.

Olè

venerdì 7 ottobre 2011

Tre cose


  1. Sentirsi dire che si disturba perchè si sta lavorando _e parlando da sola come una matta_* e non arrabbiarsi nemmeno un pochino
  2. Il giro al mercato con la Traspanonna e la BambinaGrande
  3. La castagnata di domenica
fuori concorso: aver contribuito a fare i sacchettini per la festa di pensione della maestra R. E aver finito.

* questa sembra una roba brutta, ma devo dire che io ne vado fiera (di non essere come chi mi ha criticato, intendo) anche perchè il Traspamarito mi ha difeso, e non solo lui. E son soddisfazioni! E mi fanno pensare a quando si veniva a lavorare volentieri. Quando coi colleghi si solidarizzava. Quando l'obiettivo era lavorare tutti meno e meglio e non fare più bella figura del tuo vicino di scrivania.