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venerdì 26 agosto 2022

Il venerdì dellibro #109 - Costanza e i buoni propositi


Costanza e buoni propositi

di Alessia Gazzola



«Una nuova protagonista irresistibile.» Nadia Terranova «Sarà impossibile non amarla.» Isabella Fava, Donna Moderna «Una nuova protagonista irresistibile.» Nadia Terranova, TTL - La Stampa «Alessia Gazzola è capace di incollare il lettore alla pagina.» La Repubblica Tutto avrebbe pensato, ma non di fare la paleopatologa dopo la laurea in medicina. Non di vivere a Verona, così distante da Messina, la sua casa. Non di avere una figlia piccola a carico, la buffa Flora. Non di rintracciare il padre della suddetta figlia dopo svariati anni, di scoprirlo affascinante come quando l’aveva conosciuto e di vederlo perfetto con Flora. Non di scoprire di provare ancora qualcosa per il suddetto padre. Non di poter vantare una discreta collezione di situazioni ed esperienze imbarazzanti. La vita di Costanza Macallè può dirsi, insomma, abbastanza travagliata. Ma la trentenne dai capelli rossi ribelli e con il cappotto troppo leggero per l’inverno del nord, può contare su pochi, ma buonissimi assi nella manica che la aiutano ad affrontare giorno dopo giorno le sfide della vita: i colleghi dell’Istituto di Paleopatologia, la sorella Antonietta, un’innata capacità di rialzarsi a ogni caduta, la consapevolezza di poter contare sulle proprie forze e l’ostinata determinazione di chi sa cavarsela anche con poco. La nuova vita che Costanza aveva appena iniziato a costruire potrebbe, però, essere sul punto di cambiare un’altra volta. Il lavoro di medico è ancora in cima alla sua lista dei desideri e Marco, il padre di Flora, è ancora in procinto di sposarsi. Costanza dovrà quindi confrontarsi con importanti decisioni da prendere, cuori poco inclini ad ascoltare il cervello e un sito archeologico milanese che porta alla luce un incredibile mistero dal passato medievale della città… Come al solito, per poter affrontare tutto, ci vuole Costanza.


Alessia Gazzola è una che sa scrivere, e che si fa leggere volentieri. 
Trasparelena ha divorato questo primo libro della "serie di Costanza", che non le è piaciuto quanto l'Allieva, ma probabilmente per motivi unicamente affettivi.
Nonostante il preferito di Trasparelena sia sempre "Lena e la tempesta", consiglia anche la serie di Costanza (di cui crede si sia arrivati a tre, con il terzo in uscita a giorni)


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venerdì 1 aprile 2022

Il venerdì del libro #108 - Lo scudo di Talos

 Lo scudo di Talos

 Valerio Massimo Manfredi 


Storpio, e per questo abbandonato dalla famiglia, lo spartano Talos sembra condannato a una vita da pastore e a non diventare mai un valoroso guerriero come l'intrepido fratello Brithos. Ma il destino è tortuoso e avvicina i due fratelli, che si troveranno fianco a fianco nella lotta contro gli invasori persiani.

Trasparelena ha letto questo libro insieme alla BambinaGrande, oramai AdolescenteAtipica e Liceale.
Leggendolo, le pareva familiare, e infatti ha scoperto di averlo già letto, quando lei stessa era AdolescenteAtipica.
A Trasparelena il libro è comunque piaciuto molto, forse perchè non si è soffermata più di tanto sugli aspetti storici e si è fatta catturare dalla trama, forse perchè non l'ha avuto come compito dal professore di storia, che è cosa nota che i libri letti per compito piacciono sempre meno di quelli letti per diletto. 


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venerdì 11 marzo 2022

Il venerdì del libro #107: L'enigma della camera 622

 L' enigma della camera 622

 Joël Dicker



Un fine settimana di dicembre, il Palace de Verbier, lussuoso hotel sulle Alpi svizzere, ospita l'annuale festa di una importante banca d'affari di Ginevra, che si appresta a nominare il nuovo presidente. La notte della elezione, tuttavia, un omicidio nella stanza 622 scuote il Palace de Verbier, la banca e l'intero mondo finanziario svizzero. L'inchiesta della polizia non riesce a individuare il colpevole, molti avrebbero avuto interesse a commettere l'omicidio ma ognuno sembra avere un alibi; e al Palace de Verbier ci si affretta a cancellare la memoria del delitto per riprendere il prima possibile la comoda normalità. Quindici anni dopo, un ignaro scrittore sceglie lo stesso hotel per trascorrere qualche giorno di pace, ma non può fare a meno di farsi catturare dal fascino di quel caso irrisolto, e da una donna avvenente e curiosa, anche lei sola nello stesso hotel, che lo spinge a indagare su cosa sia veramente successo, e perché, nella stanza 622 del Palace de Verbier.

Romanzo bellissimo, dove l'enigma regna sovrano. Nonostante sia un tomo di notevoli dimensioni (anche se Trasparelena l'ha letto nella sua versione digitale, l'ha visto in libreria) si legge in modo molto rapido, perchè è scorrevolissimo super avvincente e mai mai mai banale. Merita assolutamente, e forse è anche meglio del più famoso "La verità sul caso Harry Quebert





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venerdì 4 marzo 2022

Il venerdì del libro #106 - Dodici rose a Settembre

Dodici rose a Settembre

 di Maurizio de Giovanni


Il nuovo personaggio di Maurizio de Giovanni è già apparso in due raccolte di racconti a tema di questa casa editrice e si è fatto già notare, per la sua simpatia e credibilità, per come affronta il suo lavoro a Napoli, in un territorio in cui gli assistenti sociali sono visti come il fumo negli occhi e sono sempre troppo pochi.

«Mi chiamo Flor, ho undici anni, e sono qui perché penso che mio padre ammazzerà mia madre»

Gelsomina – detta Mina – Settembre è una borghese napoletana in «trasferta» nei Quartieri Spagnoli; in possesso di una non comune sensibilità sociale, determinata a proteggere i deboli dalle prevaricazioni, anche a dispetto delle regole, Mina è guardata con sospetto dove lavora, perché è pur sempre una «signora». Le sue contraddizioni sembrano riflettersi sul suo corpo; 42 anni ben portati, aggraziata, ma con un fisico prosperoso che non accetta e che cerca di nascondere con maglioni sformati che le attirano pesanti reprimende dall’acida madre, con cui è tornata ad abitare suo malgrado dopo la separazione, e non la preservano dalle volgari attenzioni di Rudy, portinaio anziano ma tutt’altro che rassegnato all’età. Anche la sua vita sentimentale è una contraddizione vivente, sospesa com’è tra Claudio, ex marito magistrato, protettivo e un po’ grigio, ancora innamorato di lei, e Domenico, ginecologo imbranato e inconsapevole che lavora nel suo stesso consultorio. In uno strano mese di settembre in una Napoli luminosa e disperata Mina è alle prese con una penosa situazione di degrado sociale, innocenti da sottrarre alla prevaricazione di un delinquente protetto dalla solita falla legislativa; e una tempesta sentimentale da fronteggiare, con il bel Domenico che non si decide a corteggiarla e la madre, determinata a renderle la vita un vero inferno. Nel frattempo l’ex marito magistrato porta avanti con assoluta riservatezza un’indagine sull’Assassino delle Rose, un pazzo che ammazza gente senza un criterio dopo avergli fatto trovare in casa o sul posto di lavoro una rosa. Quello che Claudio non sa è che anche Mina riceve ogni giorno una rosa. Rossa, come il sangue.

Trasparelena ha letto questo giallo sulla scia della fiction con Serena Rossi, che peraltro non ha visto. Se ne parlava in tv ed era curiosa.
L'ha trovato un bel giallo, con una bella trama, tuttavia non ha letto nessuno dei sequel. Però mai dire mai.
Dello stesso autore ha letto anche questo

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venerdì 11 febbraio 2022

Venerdì del libro #105 - Cambiare l'acqua ai fiori

Cambiare l'acqua ai fiori

Valerie Perrin 


Vincitore nel 2018 del Prix Maison de la Presse, presieduto da Michel Bussi, con la seguente motivazione: “un romanzo sensibile, un libro che vi porta dalle lacrime alle risate con personaggi divertenti e commoventi”.

«Per chi ama l'originalità e l'ironia intelligente della comédie française, sarà un piacere leggere "Cambiare l'acqua ai fiori" di Valérie Perrin» - Venerdì di Repubblica

«Una storia che con toni lievi preme sul cuore, Violette è una protagonista che fa bene e non somiglia a nessun'altra» - la Stampa

«Un libro sull'amore silenzioso. Un romanzo che vorresti non finisse mai» - Luciana Littizzetto

«Un romanzo avvincente, commovente e ironico la cui lezione universale è la bellezza della semplicità e l’eterna giovinezza in cui ci mantiene il sogno»

Violette Toussaint è guardiana di un cimitero di una cittadina della Borgogna. Ricorda un po’ Renée, la protagonista dell’Eleganza del riccio, perché come lei nasconde dietro un’apparenza sciatta una grande personalità e una vita piena di misteri. Durante le visite ai loro cari, tante persone vengono a trovare nella sua casetta questa bella donna, solare, dal cuore grande, che ha sempre una parola gentile per tutti, è sempre pronta a offrire un caffè caldo o un cordiale. Un giorno un poliziotto arrivato da Marsiglia si presenta con una strana richiesta: sua madre, recentemente scomparsa, ha espresso la volontà di essere sepolta in quel lontano paesino nella tomba di uno sconosciuto signore del posto. Da quel momento le cose prendono una piega inattesa, emergono legami fino allora taciuti tra vivi e morti e certe anime, che parevano nere, si rivelano luminose. Attraverso incontri, racconti, flashback, diari e corrispondenze, la storia personale di Violette si intreccia con mille altre storie personali in un caleidoscopio di esistenze che vanno dal drammatico al comico, dall’ordinario all’eccentrico, dal grigio a tutti i colori dell’arcobaleno. La vita di Violette non è certo stata una passeggiata, è stata anzi un percorso irto di difficoltà e contrassegnato da tragedie, eppure nel suo modo di approcciare le cose quel che prevale sempre è l’ottimismo e la meraviglia che si prova guardando un fiore o una semplice goccia di rugiada su un filo d’erba.


Trasparelena ha amato molto questo libro, e non può che condividere le recensioni riportate qui sopra. E pur non essendo un giallo, tipologia di letture preferita da Trasparelena, questo romanzo l'ha amato molto, e l'ha molto consigliato.


Quindi leggetelo tutti!!


Trasparelena approfitta di questo spazio anche per mettere a parte i suoi pochissimi ma spera fedeli lettori della tragedia che si è abbattuta sulle sue letture: il kindle, modello base, l'ha abbandonata per probabile raggiunta anzianità di servizio (si legge: non si accende più, anche se la batteria pare carica)

Trasparelena vorrebbe sostituirlo, e visto l'uso smodato che ne ha fatto del primo modello valuta di investire in qualcosa anche di più avanzato dell'entry level.

Suggerimenti sono graditi, grazie



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venerdì 28 gennaio 2022

Venerdì del libro #104 - Assassinio a Villa Borghese

 Assassinio a Villa Borghese

Walter Veltroni



Walter Veltroni esordisce nel giallo con un romanzo brillante e pieno di suspense che è anche una lettera d’amore alla Capitale e al più bello dei suoi parchi.

«Buonvino decise di andare a piedi da Villa Umberto fino al luogo del delitto. Ora quello scenario paradisiaco − verde e cultura, bambini e innamorati − gli appariva come un luogo sinistro, carico di misteri e grondante sangue»

Villa Borghese - un enorme parco nel centro di Roma, grande più della Città del Vaticano e poco meno del principato di Monaco - è uno dei luoghi più incantevoli del mondo. Ha anche un'altra caratteristica che la rende unica al mondo: è il più grande parco culturale del pianeta. Ci sono ristoranti suggestivi come la Casina Valadier e bar deliziosi come quello del Giardino del lago. E poi le mille piante, i corsi d'acqua e le tante specie animali. Un mondo. Affascinante, colto, misterioso. Il sindaco, malato d'amore per la Villa, muovendo mari e monti alla fine riesce a farvi aprire un commissariato. «Per fare cosa» ironizzano i vertici della polizia, «arrestare i merli?» Decidono perciò di chiamare a raccolta, per il nuovo ufficio, un gruppo di soggetti che in vari commissariati hanno fatto danni o non hanno fatto nulla. Come i magnifici sette, ma al contrario. A guidarli, un maturo funzionario di polizia caduto in disgrazia. Un giorno, però, il pacifico tran tran del parco viene interrotto da un urlo. E nulla sarà più lo stesso, a Villa Borghese.

Trasparelena non segue la politica, sicuramente non la seguiva quando Veltroni la faceva, e ha  letto questo giallo in modo assolutamente neutrale.
Le è piaciuto tanto, e avrebbe voluto andarci, al parco di Villa Borghese, a vedere dal vivo le ambientazioni del racconto.
Se Trasparelena non si esprime sul Veltroni politico, decisamente approva il Veltroni giallista

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venerdì 21 gennaio 2022

Il venerdì del libro #103 - Uomini e topi

Uomini e topi

John Steinbeck


venerdì 14 gennaio 2022

Il venerdì del libro #102 - Km 123

Km 123

Andrea Camilleri


Andrea Camilleri, maestro indiscusso del giallo d'autore italiano, ci regala un pasticciaccio pieno di humour e altrettanto mistero, in cui tutti i personaggi – e noi che leggiamo con loro – indizio dopo indizio si convincono di aver indovinato la verità.

«Ora ti faccio una domanda alla quale devi rispondere con un monosillabo. Chi è il capo qua dentro? Io o tu?»
«Lei.»
«Allora le mie ipotesi valgono più delle tue. E non c'è altro da dire. Chiaro, Bongioà?»

Tutto inizia con un cellulare spento. A telefonare è Ester, a non rispondere è Giulio, finito in ospedale a causa di un brutto tamponamento sulla via Aurelia. A riaccendere il telefonino, invece, è Giuditta, la moglie di Giulio, che ovviamente di Ester non sa nulla. Potrebbe essere l'inizio di una commedia rosa, ma il colore di questa storia è decisamente un altro: un testimone, infatti, sostiene che quello di Giulio non sia stato un incidente, ma un tentato omicidio, e la pratica passa dagli uffici dell'assicurazione a quelli del commissariato…


Trasparelena ancora sta elaborando il lutto per la morte di Camilleri, e ha molto apprezzato questo giallo un po' fuori dalle ambientazioni classiche dell'autore (la Sicilia, contemporanea o del passato) 

Una trama inaspettata e accattivante che consiglia a tutti


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venerdì 7 maggio 2021

Il venerdì del libro #100 - Quantum

 

Quantum. Il primo caso del capitano Calli Chase

 Patricia D. Cornwell


La grande autrice bestseller torna in libreria con una nuova, sorprendente serie thriller dove cybercriminali, forze governative e una straordinaria eroina si danno la caccia nel disperato tentativo di impedire – o favorire – un drammatico sabotaggio.

Alla vigilia di una missione spaziale top secret, il capitano Calli Chase si rende conto che nei tunnel sotterranei del centro di ricerca della NASA qualcosa non va. Pilota della NASA, ingegnere aerospaziale e investigatrice specializzata in cybercriminalità, Calli sa bene che una tempesta incombente, unita a un guasto nei sistemi di sicurezza, può fornire la copertura perfetta per un sabotaggio, con conseguenze fatali. Ma il pericolo è persino peggiore: tracce di sangue secco nei sotterranei, un badge di sicurezza mancante, uno strano suicidio… tutto fa convergere i sospetti sulla gemella di Calli, Carme, scomparsa in missione da giorni. Nel disperato tentativo di evitare la catastrofe e riabilitare l'immagine della sorella, il capitano Chase deve mettere in campo tutte le sue conoscenze e affrontare un passato familiare doloroso. Mentre il tempo sta per scadere, Calli si rende conto che fallire significa mettere la parola fine non solo a un importante programma spaziale ma alla sicurezza di un'intera nazione.

Trasparelena ha molto amato Kay Scarpetta, e crede di averne letto tutto il leggibile.
Ovviamente aveva molte aspettative su questa nuova protagonista dei thriller della Cornwell. 
Ecco.
Sono state tutte disattese.
Trasparelena non solo non ha apprezzato questo libro, ma nemmeno lo consiglia

venerdì 30 aprile 2021

Il venerdì del libro #99 - Una lettera per Sara

 

Una lettera per Sara

 Maurizio De Giovanni



Mentre una timida primavera si affaccia sulla città, i fantasmi del passato tornano a regolare conti rimasti in sospeso, come colpi di coda di un inverno ostinato. Che aprile sia il più crudele dei mesi, l'ispettore Davide Pardo, a cui non ne va bene una, lo scopre una mattina al bancone del solito bar, trovandosi davanti il vicecommissario Angelo Fusco. Afflitto e fiaccato nel fisico, il vecchio superiore di Davide assomiglia proprio a uno spettro. È riapparso dall'ombra di giorni lontani perché vuole un favore. Antonino Lombardo, un detenuto che sta morendo, ha chiesto di incontrarlo e lui deve ottenere un colloquio. La procedura non è per niente ortodossa, il rito del caffè delle undici è andato in malora: così ci sono tutti gli estremi per tergiversare. E infatti Pardo esita. Esita, sbaglia, e succede un disastro. Per riparare al danno, il poliziotto si rivolge a Sara Morozzi, la donna invisibile che legge le labbra e interpreta il linguaggio del corpo, ex agente della più segreta unità dei Servizi. Dopo tanta sofferenza, nella vita di Sara è arrivata una stagione serena, ora che Viola, la compagna del figlio morto, le ha regalato un nipotino. Il nome di Lombardo, però, è il soffio di un vento gelido che colpisce a tradimento nel tepore di aprile, e lascia affiorare ricordi che sarebbe meglio dimenticare. In un viaggio a ritroso nel tempo, Maurizio de Giovanni dipana il filo dell'indagine più pericolosa, quella che scivola nei territori insidiosi della memoria collettiva e criminale di un intero Paese, per sciogliere il mistero di chi crediamo d'essere, e scoprire chi siamo davvero.


Torna Sara Morozzi, la donna invisibile di Maurizio de Giovanni che indaga sui misteri d'Italia.

«Con Sara Morozzi Maurizio de Giovanni riscrive al femminile il noir italiano» - la Repubblica


Trasparelena ha ricevuto in regalo questo libro che le è piaciuto molto. L'ambiente dei servizi segreti è misterioso e affascinante, ed è facile lavorarci di fantasia, in effetti. Tuttavia la trama è coinvolgente.


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venerdì 23 aprile 2021

Il venerdì del libro #98 - Orfani bianchi

 

Orfani bianchi

 Antonio Manzini





Mirta è una giovane donna moldava trapiantata a Roma in cerca di lavoro. Alle spalle si è lasciata un mondo di miseria e sofferenza, e soprattutto Ilie, il suo bambino, tutto quello che ha di bello e le dà sostegno in questa vita di nuovi sacrifici e umiliazioni. Per primo Nunzio poi la signora Mazzanti, "che si era spenta una notte di dicembre, sotto Natale, ma la famiglia non aveva rinunciato all'albero ai regali e al panettone", poi Olivia e adesso Eleonora. Tutte persone vinte dall'esistenza e dagli anni, spesso abbandonate dai loro stessi familiari. Ad accudirle c'è lei, Mirta, che non le conosce ma le accompagna alla morte condividendo con loro un'intimità fatta di cure e piccole attenzioni quotidiane. Ecco quello che siamo, sembra dirci Manzini in questo romanzo sorprendente e rivelatore con al centro un personaggio femminile di grande forza e bellezza, in lotta contro un destino spietato: il suo, che non le dà tregua, e quello delle persone che deve accudire, sole e votate alla fine. "Nella disperazione siamo uguali" dice Eleonora, ricca e con alle spalle una vita di bellezza, a Mirta, protesa con tutte le energie di cui dispone a costruirsi un futuro di serenità per sé e per il figlio, nell'ultimo, intenso e contraddittorio rapporto fra due donne che, sole e in fondo al barile, finiscono per somigliarsi. Dagli occhi e dalle parole di Mirta il ritratto di una società che sembra non conoscere più la tenerezza.

Dopo i romanzi di grande successo con protagonista il vicequestore Rocco Schiavone, questa volta Manzini racconta un personaggio femminile indimenticabile.

"Antonio Manzini ribalta stereotipi e luoghi comuni spostando al centro chi sta ai margini della storia. Un romanzo potente e bellissimo" - Teresa Ciabatti

"Orfani bianchi romanzo sconcertante e fuori dalle righe. Antonio Manzini affronta un tema aspro con garbo, disinvoltura e un pizzico di temerarietà" - Massimo Lugli, Il Venerdì di Repubblica

Manzini in questo romanzo ci racconta la storia di una di quelle persone che pur vivendo accanto a noi troppo spesso finiscono per essere trasparenti. Persone che accudiscono i nostri anziani nonni o genitori con professionalità e non raramente affetto. Persone che volenti o nolenti mettono in pausa la loro vita "vera" per guadagnare quanto basta per poterla continuare in futuro. 
Troppo spesso noi, così catapultati nelle nostre realtà dimentichiamo a quanto queste persone rinuncino ogni giorno. 
Trasparelena ha trovato questo romanzo molto toccante. La protagonista, nonostante viva abissi di disperazione, riesce sempre a trovare un motivo per risalire la china. O quasi.

Oggi è la giornata mondiale del libro. Trasparelena ci tiene a far sapere ai suoi sparuti benchè spera affezionati lettori che anche se non recensisce, legge.
Legge lei e legge (su imposizione scolastica) la BambinaGrande, ormai diventata AdolescenteAtipica per motivi anagrafici ma anche per motivi che Trasparelena spiega qui
Nel frattempo si scusa della latitanza, e promette che cercherà di essere meno assente.

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venerdì 20 novembre 2020

Il venerdì del libro #97 - la memoria del lago

 

La memoria del lago

 Rosa Teruzzi


Un nuovo caso per la fioraia del Giambellino e il suo eccentrico pool di apprendiste investigatrici.

I suoi successi da detective dilettante avevano rimesso tutto in discussione. Ora Libera non poteva più accettare che un segreto rimanesse tale. Perché i segreti uccidono, come diceva nonno Spartaco, e quando non uccidono fanno comunque male.

In una tiepida sera di fine estate, un vecchio dossier di polizia, ingiallito dal tempo, arriva sul tavolo del laboratorio di Libera, la fioraia del Giambellino. Contiene i documenti di un caso di cronaca archiviato in fretta e furia dalle autorità: la morte di una giovane donna nei boschi che guardano il lago di Como, negli anni del dopoguerra. Libera ne resta sgomenta: quella morte riguarda da vicino sua madre Iole e la sua misteriosa famiglia. Le carte contengono anche la testimonianza e i dubbi, trascurati dalla polizia, di un vecchio prete di montagna: la figlia di quella povera ragazza era davvero dell'uomo che l'aveva appena sposata? E perché Tarcisio Planetta, il contrabbandiere, l'aveva minacciata ad alta voce nell'osteria? E chi erano quegli "autorevoli" personaggi che hanno garantito per lui? Ce n'è abbastanza perché la fioraia milanese abbandoni i suoi bouquet matrimoniali e si improvvisi di nuovo detective. Insieme all'eccentrica Iole, cultrice dello yoga e del libero amore, e alla giovane cronista Irene, dotata di un fiuto infallibile, Libera si mette in cerca della verità, provando a scardinare i silenzi dei testimoni sopravvissuti. Alle Miss Marple del Giambellino, come le chiamano i giornali, non mancheranno certo la tenacia e l'arguzia, in un'indagine serrata tra Como, Lecco e le vie esclusive di Milano, per far affiorare il segreto che si nasconde sotto le acque del lago.



Un' indagine più personale, questa, rispetto alle precedenti, eppure molto avvincenti
Una storia ambientata in quel lago che è anche un po' montagna.
Trasparelena lo consiglia a chi è un pochino pratico del lago di Como, ma anche a chi è un pochino pratico della Milano tra il Giambellino e via Savona, e soprattutto a chi cerca una lettura leggera ma non banale.

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venerdì 6 novembre 2020

Il venerdì del libro #96 - Un uomo in mutande

 

Un uomo in mutande. I casi del maresciallo Ernesto Maccadò


Movimenti sospetti nella notte a Bellano: forse allucinazioni, forse faccende private, forse non sono reati veri e propri. Forse.

«Un uomo in mutande?» chiese il maresciallo Ernesto Maccadò. Nessuna traccia di sorriso. Anzi, un'espressione che valeva un punto interrogativo.
Il Misfatti l'aveva messa sullo scherzo, ma quello, niente, aveva preteso i dettagli invece di riderci su.
«Si spieghi meglio, appuntato», disse il Maccadò.
«Dicevo tanto per...» annaspò il Misfatti.
«L'ascolto comunque», insisté il maresciallo.

«Vitali appartiene a quella categoria di pochi eletti capaci, con la propria penna, di far ritmare l'elettrocardiogramma di ogni lettore» – Il Messaggero

12 aprile 1929. È la volta buona. Capita di rado, ma quando è il momento l'appuntato Misfatti si fa trovare sempre pronto. Dipende dall'uzzolo della moglie, che stasera va per il verso giusto. E così, nel piatto del carabiniere cala una porzione abbondante di frittata di cipolle. Poi un'altra, e una fetta ancora, e della frittata resta solo l'odore. Che non è buona cosa, soprattutto perché ha impregnato la divisa, e chi ci va adesso a fare rapporto al maresciallo Ernesto Maccadò diffondendo folate di soffritto? Per dirgli cosa poi?, che durante la notte appena trascorsa è stato trovato il povero Salvatore Chitantolo mentre vagava per le contrade mezzo sanguinante e intontito, dicendo di aver visto un uomo in mutande correre via per di là? Sì, vabbe', un'altra delle sue fantasie. In ogni caso la divisa ha bisogno di una ripulita. Ma proprio energica. Come quella di cui avrebbero bisogno certe malelingue, che non perderebbero l'occasione di infierire sullo sfortunato Salvatore ventilando l'idea di rinchiuderlo in un manicomio. Anche il Comune, guarda un po', sta progettando una grande operazione di pulizia, una «redenzione igienica» che doti Bellano delle stesse infrastrutture che vantano già altri paesi del lago, più progrediti nella civiltà e nel decoro. Ma, un momento, che ci faceva esattamente un uomo in mutande, in piena notte, per le vie del paese? E perché correva?
In «Un uomo in mutande» il maresciallo Ernesto Maccadò si trova per le mani un caso che forse non lo è, o forse sì. Andrea Vitali gioca con il suo presonaggio preferito stuzzicando la sua curiosità, e mettendo alla prova le sue doti di buon senso. Una specie di trappola dalla quale chissà se il maresciallo saprà sfuggire. Unica certezza: il godimento del lettore.

Una lettura lieve, ma non sciocca. Una trama intricata il giusto, sorprendente quanto basta. 

Una ambientazione spettacolare come luogo e molto interessante come tempistiche, per una lettrice come Trasparelena che del ventennio fascista ha studiato solo a scuola (poco e male, purtroppo) 

Andrea Vitali non delude mai, non c'è altro da aggiungere.

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venerdì 10 luglio 2020

Il venerdì del libro #94 - Storia del cane che non voleva più amare

Storia del cane che non voleva più amare

 Monica Pais

Mano è un randagio, un maremmano scontroso e taciturno, regale e bellissimo come i maremmani sanno essere. Ma quando arriva nella clinica di Monica non è più niente di tutto questo. È stato ripescato da un canale, incaprettato e con la museruola. Un pescatore di carpe lo ha notato dibattersi nell’acqua torbida e ha chiamato i soccorsi. Ora, sul tavolo da visita, quello scheletro di cane stremato e semiannegato sembra solo uno straccio intriso d’acqua e fango. Sta rivolto con il muso verso il muro, perfettamente immobile, e non risponde a nessuno stimolo. Ma se una mano entra nel suo campo visivo lui si difende con ferocia disperata: morde a vuoto l’aria, perché nessuno deve toccarlo. Morde per istinto, per scelta, per disperazione. Morde per paura.
In onore della sua missione di flagellatore di mani, il nuovo arrivato viene battezzato Mano e Monica si imbarca nella lunga avventura di curarlo e restituirlo al mondo dei vivi. La aspetta una delle sfide più lunghe, ardue e straordinarie con cui le sia mai capitato di misurarsi.
Questa è la storia del cane Mano, che dagli umani ha ricevuto la violenza più atroce e il dono dell’amore, e che degli umani toccherà nel profondo le coscienze.

Scritto da una veterinaria, è di fatto una storia d'amore bellissima. 
Trasparelena non è appassionata di cani, e non ne ha uno suo, e fondamentalmente i cani le fanno anche un pochino paura, però non concepisce la possibilità che un cane venga maltrattato (e forse è questo il fondamentale motivo per cui non ha un cane, perchè non se la sente di assumersi la responsabilità dell'accudimento)
Trasparelena non sa dire, in questo momento, come questo libro sia entrato in casa sua, sa però che l'hanno letto anche il Traspamarito e la BambinaGrande. Trasparelena lo consiglia a tutti, anche ai bambini

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venerdì 3 luglio 2020

Il venerdì del libro #93 - Rien ne va plus

Rien ne va plus

 Antonio Manzini



Un nuovo capitolo del grande Romanzo di Rocco Schiavone, un uomo duro con se stesso prima che con gli altri, ruvido, intransigente, svogliato e vigile; dietro il suo cinismo una umanità insospettabile e un senso della giustizia tutto suo. E nel raccontarcelo Antonio Manzini ci parla anche dell'Italia di oggi, inquieta e inquietante.

«Rocco Schiavone è il poliziotto italiano più popolare e più letto dopo Montalbano» – Vanity Fair

«Nei gialli tradizionali quando il protagonista ritorna per un nuovo episodio non c'è memoria del passato, tutto ricomincia da capo. Con Rocco non succede, ogni inchiesta ha lasciato cicatrici» – TuttoLibri - La Stampa

"Rien ne va plus" prende il via poche ore dopo gli eventi che concludono il precedente romanzo, "Fate il vostro gioco"; le indagini sull'omicidio di Romano Favre, il pensionato del casinò di Saint-Vincent dove lavorava da «ispettore di gioco», ucciso con due coltellate, si sono concluse con l'arresto del colpevole, ma il movente è rimasto oscuro. Schiavone non può accontentarsi di una verità a metà. Mentre si mobilita insieme alla sua squadra di poliziotti, ben altra coltellata lo pugnala: Enzo Baiocchi, l'assassino di Adele, la vecchia amica di Rocco uccisa mentre dormiva in casa sua, ha chiesto di parlare col giudice Baldi rivelando un segreto che riguarda proprio Schiavone, una pagina inconfessabile del suo recente passato che potrebbe sconvolgergli per sempre la vita. Turbato, incerto su come muoversi, Rocco si ritrova a indagare su una rapina: è scomparso un furgone portavalori che doveva consegnare alla banca di Aosta l'incasso del casinò. Ma ad Aosta non è mai arrivato, se ne sono perse le tracce dopo una curva e sembrerebbe svanito nel nulla, se non fosse che l'autista viene ritrovato semiassiderato in Valsavarenche.


Trasparelena ha trovato questo uno dei racconti di Rocco più ricco di suspance, non tanto per l'indagine quanto per le sue vicende personali

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