venerdì 1 aprile 2022

Il venerdì del libro #108 - Lo scudo di Talos

 Lo scudo di Talos

 Valerio Massimo Manfredi 


Storpio, e per questo abbandonato dalla famiglia, lo spartano Talos sembra condannato a una vita da pastore e a non diventare mai un valoroso guerriero come l'intrepido fratello Brithos. Ma il destino è tortuoso e avvicina i due fratelli, che si troveranno fianco a fianco nella lotta contro gli invasori persiani.

Trasparelena ha letto questo libro insieme alla BambinaGrande, oramai AdolescenteAtipica e Liceale.
Leggendolo, le pareva familiare, e infatti ha scoperto di averlo già letto, quando lei stessa era AdolescenteAtipica.
A Trasparelena il libro è comunque piaciuto molto, forse perchè non si è soffermata più di tanto sugli aspetti storici e si è fatta catturare dalla trama, forse perchè non l'ha avuto come compito dal professore di storia, che è cosa nota che i libri letti per compito piacciono sempre meno di quelli letti per diletto. 


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venerdì 11 marzo 2022

Il venerdì del libro #107: L'enigma della camera 622

 L' enigma della camera 622

 Joël Dicker



Un fine settimana di dicembre, il Palace de Verbier, lussuoso hotel sulle Alpi svizzere, ospita l'annuale festa di una importante banca d'affari di Ginevra, che si appresta a nominare il nuovo presidente. La notte della elezione, tuttavia, un omicidio nella stanza 622 scuote il Palace de Verbier, la banca e l'intero mondo finanziario svizzero. L'inchiesta della polizia non riesce a individuare il colpevole, molti avrebbero avuto interesse a commettere l'omicidio ma ognuno sembra avere un alibi; e al Palace de Verbier ci si affretta a cancellare la memoria del delitto per riprendere il prima possibile la comoda normalità. Quindici anni dopo, un ignaro scrittore sceglie lo stesso hotel per trascorrere qualche giorno di pace, ma non può fare a meno di farsi catturare dal fascino di quel caso irrisolto, e da una donna avvenente e curiosa, anche lei sola nello stesso hotel, che lo spinge a indagare su cosa sia veramente successo, e perché, nella stanza 622 del Palace de Verbier.

Romanzo bellissimo, dove l'enigma regna sovrano. Nonostante sia un tomo di notevoli dimensioni (anche se Trasparelena l'ha letto nella sua versione digitale, l'ha visto in libreria) si legge in modo molto rapido, perchè è scorrevolissimo super avvincente e mai mai mai banale. Merita assolutamente, e forse è anche meglio del più famoso "La verità sul caso Harry Quebert





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venerdì 4 marzo 2022

Il venerdì del libro #106 - Dodici rose a Settembre

Dodici rose a Settembre

 di Maurizio de Giovanni


Il nuovo personaggio di Maurizio de Giovanni è già apparso in due raccolte di racconti a tema di questa casa editrice e si è fatto già notare, per la sua simpatia e credibilità, per come affronta il suo lavoro a Napoli, in un territorio in cui gli assistenti sociali sono visti come il fumo negli occhi e sono sempre troppo pochi.

«Mi chiamo Flor, ho undici anni, e sono qui perché penso che mio padre ammazzerà mia madre»

Gelsomina – detta Mina – Settembre è una borghese napoletana in «trasferta» nei Quartieri Spagnoli; in possesso di una non comune sensibilità sociale, determinata a proteggere i deboli dalle prevaricazioni, anche a dispetto delle regole, Mina è guardata con sospetto dove lavora, perché è pur sempre una «signora». Le sue contraddizioni sembrano riflettersi sul suo corpo; 42 anni ben portati, aggraziata, ma con un fisico prosperoso che non accetta e che cerca di nascondere con maglioni sformati che le attirano pesanti reprimende dall’acida madre, con cui è tornata ad abitare suo malgrado dopo la separazione, e non la preservano dalle volgari attenzioni di Rudy, portinaio anziano ma tutt’altro che rassegnato all’età. Anche la sua vita sentimentale è una contraddizione vivente, sospesa com’è tra Claudio, ex marito magistrato, protettivo e un po’ grigio, ancora innamorato di lei, e Domenico, ginecologo imbranato e inconsapevole che lavora nel suo stesso consultorio. In uno strano mese di settembre in una Napoli luminosa e disperata Mina è alle prese con una penosa situazione di degrado sociale, innocenti da sottrarre alla prevaricazione di un delinquente protetto dalla solita falla legislativa; e una tempesta sentimentale da fronteggiare, con il bel Domenico che non si decide a corteggiarla e la madre, determinata a renderle la vita un vero inferno. Nel frattempo l’ex marito magistrato porta avanti con assoluta riservatezza un’indagine sull’Assassino delle Rose, un pazzo che ammazza gente senza un criterio dopo avergli fatto trovare in casa o sul posto di lavoro una rosa. Quello che Claudio non sa è che anche Mina riceve ogni giorno una rosa. Rossa, come il sangue.

Trasparelena ha letto questo giallo sulla scia della fiction con Serena Rossi, che peraltro non ha visto. Se ne parlava in tv ed era curiosa.
L'ha trovato un bel giallo, con una bella trama, tuttavia non ha letto nessuno dei sequel. Però mai dire mai.
Dello stesso autore ha letto anche questo

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venerdì 11 febbraio 2022

Venerdì del libro #105 - Cambiare l'acqua ai fiori

Cambiare l'acqua ai fiori

Valerie Perrin 


Vincitore nel 2018 del Prix Maison de la Presse, presieduto da Michel Bussi, con la seguente motivazione: “un romanzo sensibile, un libro che vi porta dalle lacrime alle risate con personaggi divertenti e commoventi”.

«Per chi ama l'originalità e l'ironia intelligente della comédie française, sarà un piacere leggere "Cambiare l'acqua ai fiori" di Valérie Perrin» - Venerdì di Repubblica

«Una storia che con toni lievi preme sul cuore, Violette è una protagonista che fa bene e non somiglia a nessun'altra» - la Stampa

«Un libro sull'amore silenzioso. Un romanzo che vorresti non finisse mai» - Luciana Littizzetto

«Un romanzo avvincente, commovente e ironico la cui lezione universale è la bellezza della semplicità e l’eterna giovinezza in cui ci mantiene il sogno»

Violette Toussaint è guardiana di un cimitero di una cittadina della Borgogna. Ricorda un po’ Renée, la protagonista dell’Eleganza del riccio, perché come lei nasconde dietro un’apparenza sciatta una grande personalità e una vita piena di misteri. Durante le visite ai loro cari, tante persone vengono a trovare nella sua casetta questa bella donna, solare, dal cuore grande, che ha sempre una parola gentile per tutti, è sempre pronta a offrire un caffè caldo o un cordiale. Un giorno un poliziotto arrivato da Marsiglia si presenta con una strana richiesta: sua madre, recentemente scomparsa, ha espresso la volontà di essere sepolta in quel lontano paesino nella tomba di uno sconosciuto signore del posto. Da quel momento le cose prendono una piega inattesa, emergono legami fino allora taciuti tra vivi e morti e certe anime, che parevano nere, si rivelano luminose. Attraverso incontri, racconti, flashback, diari e corrispondenze, la storia personale di Violette si intreccia con mille altre storie personali in un caleidoscopio di esistenze che vanno dal drammatico al comico, dall’ordinario all’eccentrico, dal grigio a tutti i colori dell’arcobaleno. La vita di Violette non è certo stata una passeggiata, è stata anzi un percorso irto di difficoltà e contrassegnato da tragedie, eppure nel suo modo di approcciare le cose quel che prevale sempre è l’ottimismo e la meraviglia che si prova guardando un fiore o una semplice goccia di rugiada su un filo d’erba.


Trasparelena ha amato molto questo libro, e non può che condividere le recensioni riportate qui sopra. E pur non essendo un giallo, tipologia di letture preferita da Trasparelena, questo romanzo l'ha amato molto, e l'ha molto consigliato.


Quindi leggetelo tutti!!


Trasparelena approfitta di questo spazio anche per mettere a parte i suoi pochissimi ma spera fedeli lettori della tragedia che si è abbattuta sulle sue letture: il kindle, modello base, l'ha abbandonata per probabile raggiunta anzianità di servizio (si legge: non si accende più, anche se la batteria pare carica)

Trasparelena vorrebbe sostituirlo, e visto l'uso smodato che ne ha fatto del primo modello valuta di investire in qualcosa anche di più avanzato dell'entry level.

Suggerimenti sono graditi, grazie



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venerdì 28 gennaio 2022

Venerdì del libro #104 - Assassinio a Villa Borghese

 Assassinio a Villa Borghese

Walter Veltroni



Walter Veltroni esordisce nel giallo con un romanzo brillante e pieno di suspense che è anche una lettera d’amore alla Capitale e al più bello dei suoi parchi.

«Buonvino decise di andare a piedi da Villa Umberto fino al luogo del delitto. Ora quello scenario paradisiaco − verde e cultura, bambini e innamorati − gli appariva come un luogo sinistro, carico di misteri e grondante sangue»

Villa Borghese - un enorme parco nel centro di Roma, grande più della Città del Vaticano e poco meno del principato di Monaco - è uno dei luoghi più incantevoli del mondo. Ha anche un'altra caratteristica che la rende unica al mondo: è il più grande parco culturale del pianeta. Ci sono ristoranti suggestivi come la Casina Valadier e bar deliziosi come quello del Giardino del lago. E poi le mille piante, i corsi d'acqua e le tante specie animali. Un mondo. Affascinante, colto, misterioso. Il sindaco, malato d'amore per la Villa, muovendo mari e monti alla fine riesce a farvi aprire un commissariato. «Per fare cosa» ironizzano i vertici della polizia, «arrestare i merli?» Decidono perciò di chiamare a raccolta, per il nuovo ufficio, un gruppo di soggetti che in vari commissariati hanno fatto danni o non hanno fatto nulla. Come i magnifici sette, ma al contrario. A guidarli, un maturo funzionario di polizia caduto in disgrazia. Un giorno, però, il pacifico tran tran del parco viene interrotto da un urlo. E nulla sarà più lo stesso, a Villa Borghese.

Trasparelena non segue la politica, sicuramente non la seguiva quando Veltroni la faceva, e ha  letto questo giallo in modo assolutamente neutrale.
Le è piaciuto tanto, e avrebbe voluto andarci, al parco di Villa Borghese, a vedere dal vivo le ambientazioni del racconto.
Se Trasparelena non si esprime sul Veltroni politico, decisamente approva il Veltroni giallista

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