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lunedì 4 settembre 2017

La Traspanonna era casalinga.
Trasparelena era una bimbetta ma ricorda che nonostante non andasse a lavorare la Traspanonna aveva i suoi giri e i suoi impegni. Ricorda che per uscire si cambiava, si pettinava e si truccava anche un po'.
Ricorda che aveva degli hobbies, cuciva e lavorava a maglia. Tanto che il primo maglioncino Trasparelena se l'è comprato per andare in ufficio (26 anni!!!), ma solo perchè le piaceva molto.

Non era una cosa strana nella generazione della Traspanonna essere una casalinga, anzi, era più strano il caso dei bambini con entrambi i genitori che lavoravano. Strano, nel senso che erano più in pochi.

Adesso i tempi sono cambiati. La situazione si è completamente ribaltata.
Adesso è "normale" che i genitori lavorino entrambi. E le mamme casalinghe* sono poche, pochissime.

Trasparelena ne conosce qualcuna, e ha anche qualche amica in questa situazione. Inizialmente Trasparelena pensava a loro con invidia, perchè non dovendo passare 9-10 ore fuori casa hanno un sacco di tempo per fare tutto, oltre che per godersi i figli come sarebbe giusto.
Trasparelena si è anche sentita parecchio in colpa verso la BambinaGrande per questo motivo.
Poi ha iniziato a scavare un po' oltre le sue convinzioni
E si è accorta che spesso** queste persone si ritrovano abbrutite.
Che il fatto di non dover andare a lavorare le rende apatiche
Per esempio ha visto una vicina di casa scendere a prendere i figli al pulmino della scuola in vestaglia, chiedendosi perchè se li fa portare dal pulmino quando lei è casa e avrebbe tempo di andare a prenderli, dato che vedere la BambinaGrande uscire da scuola le piace davvero tanto. Ma soprattutto, santocielo, in vestaglia! Trasparelena in vestaglia non va nemmeno in cantina. E non è una persona tanto sciccosa o fissata con l'abbigliamento. Ma un paio di jeans non si negano a nessuno, ecco!
Un altra cosa che le risulta incomprensibile è sentire queste persone dire che non hanno tempo di fare niente. Che non hanno tempo per la spesa, per fare sport, per fare le pulizie, che si riducono a stirare la sera dopo cena.
Sarà che Trasparelena ha giocoforza imparato a fare necessità virtù ma se decide di fare le pulizie, tempo un'ora ha lustrato tutta la casa.
Poi per carità, magari non avrà lucidato sopra alle porte, però riesce comunque a mantenere un certo decoro nella Traspacasa.
Infine c'è la questione dei sensi di colpa
Dicevamo che Trasparelena di base si sente in colpa verso la BambinaGrande per un sacco di motivi
per doverla lasciare dai Traspanonni e dover delegare loro tutta la sua vita fino alle 18
per il fatto di farsi aiutare in casa a cucinare/apparecchiare/riordinare le sue cose, dato che il tempo che si sta in casa è poco e tutti devono un po' collaborare
per non stare seduta accanto a lei quando fa i compiti praticamente dalla seconda elementare, perchè tutto quel tempo li da perdere purtroppo non ce l'ha

Ecco, Trasparelena recentemente ha frequentato qualche coetaneo della BambinaGrande con la madre casalinga, e ha smesso di sentirsi in colpa
Ha smesso perchè ha visto le cose sotto una luce diversa.
Non è costretta a farsi aiutare, ma le ha insegnato ad essere indipendente e collaborativa. Ma soprattutto le ha insegnato che la mamma non è una cameriera personale.
Non l'ha trascurata nei compiti ma le ha insegnato a gestirsi autonomamente, e infatti alla fine della quinta elementare nella strepitosa pagella questa cosa era ben evidenziata dalle maestre, e ora ci avviamo sereni e rilassati verso la prima media, consci di averla preparata adeguatamente e averle dato gli strumenti per cavarsela da sola
non ha dovuto delegare i Traspanonni, ha regalato alla BambinaGrande la possibilità di passare del tempo con loro, e a loro di godersi la nipote

E tutte queste cose no, non sono scontate, e no, non si acquisiscono crescendo.


*ci starebbe una digressione sul fatto che non si considera mai il caso del papà casalingo, ma mi riservo eventualmente di farci un altro post, dato che non è quello che mi preme esprimere adesso.
**doverosa precisazione. Non tutte le casalinghe sono abbrutite, anzi, ne conosce pure alcune curatissime e con figli indipendentissimi che fanno in tempo a fare tutto e pure il di più.

martedì 22 agosto 2017

Camilla store _recensione molto poco seria

La BambinaGrande si è appassionata a una trasmissione televisiva che si intitola Camilla Store.

Su Wikipedia leggiamo
Camilla Store è un programma televisivo per ragazze trasmesso sul canale Super! dal 13 maggio 2011 condotto da Fiore Manni.
Fiore Manni è una personal stylist che, in ogni puntata, incontra nel suo atelier una ragazza per darle consigli sulla moda confezionando abiti e accessori per lei creando il look più originale che più la rappresenti. A detta della conduttrice anche i ragazzi possono partecipare al programma, ma sono molto più frequenti le puntate con protagoniste le ragazze

Trasparelena avrebbe scritto
Camilla Store è un programma televisivo per bambine trasmesso sul canale Super! condotto da una ragazza che sembra appena uscita da un manga. In ogni puntata la ragazza-manga incontra nella sua cameretta una bambina per insegnarle a vestire manga, per lo più modificando vestiti carini incollandoci applicazioni che si staccheranno dopo il primo lavaggio. 
La ragazza-manga è molto brava a disegnare, è evidentemente capace di cucire ma il più delle volte ricorre alla colla per fare prima (d'altronde i tempi son quelli che sono). Anche nella conduzione se la cava bene. 
Ed è molto brava a fare piccoli gioiellini per bimbe in fimo. Le abbiamo visto fare degli orecchini a ciliegina veramente carini. 
La bambina dell'ultima puntata che ha visto, però, l'ha lasciata parecchio basita. A parte i gridolini per ogni fesseria, che vabbè, magari erano nel copione, ma può una bambina di 10 anni per descrivere la sua personalità portare i suoi trucchi? perfino la ragazza-manga si è sentita in dovere di dirle "beh li userai solo per giocare, immagino, se no mamma si arrabbia...." (e con questa frase si è guadagnata 100 punti!) E non erano trucchi giocattolo eh, erano ombretti e rossetti "veri"!!

E può una bambina di 10 anni dire "abbiamo fatto un anello a GUORE stupaendo!" 
(no, non ho sbagliato a scrivere, ha detto proprio GUORE, con la g, come gatto, e ae sta per una e moooooooolto aperta ). Va bene l'accento eh, per carità, ma GUORE che accento è? 


martedì 27 settembre 2016

Piedi


Se Niccolò Fabi aveva fatto una canzone di successo sui suoi capelli Trasparelena potrebbe scrivere un trattato sui suoi piedi.

Trasparelena ha piedi bellissimi, solo che i produttori di scarpe non li apprezzano.

Trasparelena infatti porta il 35-36

Per motivi imponderabili, finchè si tratta di sandali non ci sono problemi. 
Trasparelena porta con successo anche tacchi discreti e zeppe e plateau

Purtropo però non è sempre estate, a un certo punto (sempre troppo presto) tocca passare alle scarpe chiuse. 
Che scarpe chiuse con le calze, ovvero inverno pieno, si può anche fare.
Però c'è la mezza stagione, ovvero quella stagione in cui con il sandalo ti geli ma con la scarpa invernale fa troppo caldo.

La temuta stagione della scarpa chiusa senza calze.

Trasparelena, dicevamo, ha piedi bellissimi e delicatissimi. 
Questo vuol dire che lo sfregamento della scarpa le provoca delle abrasioni che manco una caduta di ginocchia sull'asfalto può tanto.
Che poi non è chiaro il motivo, ma il sandalo non sfrega, la scarpa chiusa si. Mistero misteriosissimo

A 'sto giro Trasparelena s'è comprata una ballerinetta come questa qui sotto, solo marrone invece che beige. 
Comoda pare comoda
Però ci ha dovuto mettere un alzatacco per evitare di cadere per terra all'indietro (eccierto, direte, è una ballerina...)
Però nel piede destro ci ha dovuto mettere ben tre, dicesitre, cerotti (non sulla scarpa, ovviamente, sul piede) perchè nonostante l'interno sia in pelle scamosciata morbiderrima le ha abraso il tallone.

Quindi, signore e signori, mo' anche basta con la mezza stagione, passiamo all'inverno che così lei si mette le calze e gli stivali e non ci pensiamo più, perchè domani altrimenti andrà in ufficio con le scarpe da corsa e non ci pensiamo più

venerdì 30 ottobre 2015

Dell'ora legale

Trasparelena è discretamente metereopatica.
Già le faceva schifo l'idea che l'autunno fosse in arrivo e il cambio dell'ora le ha dato il colpo di grazia.

Dicono che così c'è un ora di luce in più, però prima si usciva di casa con le prime luci (quasi buio) ma si tornava col chiaro, ora invece si esce di casa con la nebbia e si torna col buio. Sicuramente siamo migliorati.

Dicono che serve per risparmiare, ma quando ci si alza tocca accendere la luce e quando si ritorna la sera pure. Trasparelena si chiede dove sta il risparmio.

Dicono che il passaggio dall'ora legale a quella solare è più soft, perchè si dorme un'ora in più. Nella Traspacasa lunedì si cenava alle 18.30, martedì per migliorare alle 18.25. 
Una roba che nemmeno i pensionati altoatesini...

E Trasparelena in ufficio alle 11 muore di fame  e arriva alle 12.15, ora del pasto, strisciando.

Se qualcuno fosse a conoscenza di una petizione per il mantenimento dell'ora legale tutto l'anno è pregato di farsi avanti



mercoledì 20 maggio 2015

Marie Kondo: il magico potere del riordino - SPOILER

Premessa: se vuoi leggere il libro non procedere nella lettura di questo post. Perchè vi dico chiaro cosa ne penso, e potrebbe non piacervi, soprattutto se il libro l'avete già comprato*.

Trasparelena non è una persona ordinata.

Tutt'altro

Trasparelena metterebbe il pigiama un giorno al dritto e il successivo al rovescio, se il Traspamarito non provvedesse (quasi) sempre a girarglielo e piegarglielo.

Trasparelena poi avrebbe sempre il tavolo del soggiorno pieno di cose appoggiate, se il Traspamarito periodicamente non cominciasse a fare mucchietti e a chiedere "questo si può buttare?" e "quello dove va?" 

Trasparelena quindi si è avvicinata al libro con speranza, più che con fiducia. Perchè onestamente lei sperava di trovare il segreto del Graal, il bandolo della matassa del suo disordine endemico. La soluzione a tutti i suoi problemi.

E invece

E invece si è trovata consigli tipo

_non lasciare i panni asciutti sul pavimento ma piegali e mettili via_
ma no? 

_il cambio dell'armadio è poco funzionale. Fai il cassetto dei maglioni e quello delle magliette_
certo se hai lo spazio per farlo è un'ottima idea. Trasparelena quando ha progettato i Traspa-armadi della Traspacasa li ha organizzati proprio come suggerito dalla Kondo, e non ha dovuto certo leggerlo in un libro. Nella casina precedente però lo spazio per fare il cassetto dei maglioni e quello delle magliette non c'era... se non hai lo spazio hai poco da dire che il cambio dell'armadio non va fatto!

_butta via le cose che non ti servono_
Su quest'ultima massima Trasparelena potrebbe avere margini di miglioramento, perchè lei è una che conserva troppo, e lo sa. Però quando ha letto del buttare i libri è inorridita. Pure se nella Traspacasa i libri son proprio pochi, e non perchè non si legga ma perchè si fa grande uso della Biblioteca comunale* (da dove è stato preso in prestito anche il libro della Kondo) o dell'e-book reader. E poi un po' le ha dato fastidio proprio l'insistenza sul buttare via. Perchè è uno spreco. Nella società di oggi si butta via troppo, si dovrebbe invece imparare a riutilizzare, riciclare o regalare o rivendere (per esempio i vestiti non rovinati o i libri).

Le è invece venuto da ridere in quelle parti dove Mrs Kondo si accaniva su concetti come 
_ringrazia i vestiti per averti coperto durante la giornata e poi mettili nell'armadio_
a parte che i vestiti appena tolti o li metti a lavare o li metti a prendere aria, chiuderli subito nell'armadio non è che sia il top dell'igiene, ma ringraziare???
e anche _ogni sera svuota la tua borsa e mettila via, ovviamente ringraziandola, e ogni mattina valla a riprendere e riempila e portatela appresso_
Trasparelena non svuota la sua borsa da circa 8 mesi, e comunque parte delle cose che stanno in borsa non hanno un altro posto dove stare. Il loro posto è la borsa. E oltretutto se la svuotasse ogni sera rischierebbe di dimenticarsi a casa la metà delle cose al mattino successivo, a parte il fatto che è un grosso grossissimo spreco di tempo.

Insomma a Trasparelena questo libro è sembrato una fesseria. Una roba inutile e uno spreco di tempo
E l'ha letto tutto, perchè ad ogni pagina sperava che la rivelazione le arrivasse alla pagina successiva.
E non l'ha trovato nemmeno un libro noioso. Inutile sì, ma non noioso, anzi a tratti anche divertente, soprattutto nei racconti di riordino delle clienti della Kondo. Perchè diciamolo, il mondo è pieno di gente strana, e il Giappone non fa eccezione.

Un post divertente lo trovate qui. Con citazioni più precise delle mie.
Se invece avete già letto il libro e siete rimasti folgorati sulla via di Damasco sicuramente vi piacerà questo blog 

lunedì 16 febbraio 2015

Del cellulare

*** Post ad alto contenuto polemico ***
** si precisa che questa è la MIA opinione e ognuno poi la può pensare come crede **


Recentemente Trasparelena si è sentita dire una cosa che le ha dato modo di riflettere parecchio.

Ha scoperto che una compagna di classe della BambinaGrande ha ricevuto per Natale il cellulare.
Il cellulare a 8 anni
Posto che non sta a me discutere o sindacare di come ogni persona decida di spendere i propri soldi o di gestire i propri figli, la cosa mi ha fatto riflettere.
Mi ha fatto riflettere perchè io penso fermamente che sia presto. A 8 anni non vanno in giro da soli, il cellulare non serve. Siccome sono sempre con un adulto, se serve possono usare quello dell'adulto che li accompagna. Se non sono con un adulto sono a scuola, dove il cellulare mi pare palese che sia inutile.
Quindi il cellulare non serve.
Punto.

A questa mia considerazione mi è stato risposto, peraltro non dalla persona con cui ne stavo parlando, che appunto questa bambina di 8 anni ha il cellulare con la connessione dati perchè ne ha bisogno. 
DELLA CONNESSIONE DATI
Ora, nessuno ha bisogno della connessione dati, nemmeno un adulto, nemmeno un top manager, se vogliamo dirla tutta. Beh, forse un top manager si, ma non di certo una persona "normale" tantomeno un bambino.
Dare la connessione dati a un bambino vuol dire aprirgli la porta sul mondo. 
A 8 anni. 
A 8 anni quando ancora non sono così capaci di distinguere il bene dal male (che poi a voler vedere capaci fino in fondo non lo si è mai). 
A 8 anni però non si hanno ancora gli strumenti per capire molte cose. 
A 8 anni si dovrebbe dipingere, correre, saltare, giocare con gli amici. 

A 8 anni serve la bicicletta, non il cellulare.

E quando a questa considerazione mi è stato risposto che questa bambina con il cellulare può mandare foto e messaggi whatsapp alla mamma io mi chiedo, non sarebbe mica meglio vederla di persona, la mamma. Parlare con lei guardandola negli occhi?



venerdì 23 gennaio 2015

Vent'anni dopo

Trasparelena stasera andrà a una rimpatriata con dei compagni delle superiori.
Vent'anni dopo.
Anzi quasi ventidue.

Praticamente più il tempo che siamo stati senza vederci dell'età che avevamo quando ci vedevamo tutti i giorni.
Che poi quando ci vedevamo tutti i giorni Trasparelena si sentiva costantemente inadeguata. E impacciata. E muffa. 
Nonostante avesse praticamente i voti più alti di tutti. 
Lei con quelle persone li non ci parlava. Non sapeva di cosa parlare. Non trovava punti in comune. E si sentiva pure un po' presa in giro.
E se ne stava per conto suo. Perchè gli amici erano altri, erano quelli del cortile e dell'oratorio. E poi del volontariato.

Vent'anni dopo.

Che se ci pensa a parte qualche raro caso erano tutte fidanzate, o a correre dietro ai ragazzi. 
E andavano in discoteca a ballare al sabato pomeriggio, quando lei andava a scuola di chitarra.

E poi ci si ritrova vent'anni dopo
solo in 8, forse 9, forse 7.
E mentre si organizza scopre che di questi 8 s'è sposata solo lei. due altri convivono. Una sola altra ha figli. 
Una sola altra si è laureata. 

Vent'anni dopo Trasparelena andrà a questa rimpatriata molto più forte. Con la certezza assoluta di essere esattamente dove vorrebbe essere. Di aver dato alla sua vita esattamente la direzione che voleva che prendesse. 
Senza sentirsi "da meno" nè "in difetto". Senza pensare che poi mi prendono in giro. 
Perchè di base non gliene importa se la prenderanno in giro. Perchè in questi ultimi 20 anni ha imparato a fare dei suoi difetti un punto di forza. E a prendersi in giro lei per prima.

Ed è una cosa fichissima!

Il vero problema sarà resistere senza cenare e senza addormentarsi fino alle 21


giovedì 17 luglio 2014

In una botte di ferro???

Trasparelena è sempre stata quella "muffa"
Quella che fondamentalmente non si distingueva per bellezza, nè per forma fisica, nè ovviamente per l'altezza.
Quella che non era alla moda, ma nemmeno trendy. Più che altro jeans, magliette, scarpe da tennis.
Quella acqua e sapone. Che non si trucca. Ma nemmeno poco. 
Quella che prima di salutarla, sull'autobus alcune amiche conoscenti coetanee prima guardavano come era vestita e pettinata.

Trasparelena era quella che si notava per la parlantina, magari pure per il sorriso. Non certo per l'avvenenza

Trasparelena nella sua muffezza, ci stava pure bene. Perchè se sei muffa, nessuno ti fa sconvenienti apprezzamenti.

Al raggiungimento dei 40, quindi, Trasparelena s'è sentita in una botte di ferro.
Non solo aveva la muffezza, ma pure l'età per non essere minimamente considerata. 
Che diciamolo, essere non considerata è una gran comodità. Soprattutto se fai un lavoro da uomo come l'informatico.

E quindi si è pure messa a portare i tacchi. Zeppe più che tacchi, in verità. O tacchi larghi, non certo a spillo. Ma col tacco si recuperano quei 4 o 5 cm che permettono di passare di categoria, da molto bassa a non molto alta. E non è poco.

E poi Trasparelena da circa sette mesi ha iniziato a correre. E va bene correre poco, ma pare, dicono, che il fisico comunque si modella. E va bene pesare sempre uguale, ma pare,  dicono, che il muscolo pesa più della ciccia. 

E infine Trasparelena settimana scorsa si è tagliata i capelli. Corti. Un bel taglio moderno*.

E adesso la guardano. La guardano per strada**. 
Le fanno i complimenti.
Le hanno fatto complimenti colleghi che quasi non le rivolgevano la parola.

E beh, fa un certo effetto!

A 40 anni Trasparelena si sente finalmente alla pari. Alla pari delle amiche conoscenti trendy. 
Alla pari di tutti.
Ed è fichissimo!

*Trasparelena è usa far questi colpi di testa passando dal lungo, o anche molto lungo al corto, e anche molto corto da quando aveva più o meno sette anni. Quindi no, non è stato il famoso colpo di testa dei 40 anni.

**questo a Trasparelena lo hanno detto, perchè onestamente lei non l'ha notato proprio.


venerdì 11 luglio 2014

A quarant'anni (o giù di li)

Trasparelena ha da poco compiuto 40 anni.
Di conseguenza la gran parte dei Traspamici e delle Traspamiche è in una fascia d'età in questo intorno.
Traspamarito compreso.

Trasparelena oggi pomeriggio, in un momento non sospetto è stata investita da questa consapevolezza:

A 40 ANNI SI FA UN COLPO DI TESTA, O UN CAMBIO DI VITA, O UNA COSA STUPIDA. O TUTTE QUESTE COSE ASSIEME.

Una Traspacollega a 40 anni  si è licenziata ed è andata a vivere in sud-america (non fissa là, per ora) lavorando come receptionist in un villaggio turistico

Un'amica notoriamente casa-e-chiesa si è fatta un tatuaggio e va in giro con microgonne e leggings, come sua figlia adolescente. Che per carità, sta pure bene, ma a chi la conosce da prima fa un po' strano.

Una carissima Traspamica parla di tatuarsi (amicaaaa non lo fareeee)

Almeno tre Traspacolleghi parlano di insoddisfazioni familiari e problemi con la moglie..

Il Traspamarito ha iniziato a correre seriamente e fare le maratone (e Trasparelena deve assolutamente andare ad accendere un cero per questo, perchè le è andata di lusso)

Trasparelena lo scorso anno si è comprata un paio di all-star. Ma non rosse come le desiderava, ma verde militare, raccontandosi che erano in offerta e quindi chissene per il colore, ma con la consapevolezza di essere una codarda.

Trasparelena si rende conto che c'è qualcuno che non ne ha, di questi colpi di testa. E si augura di far parte di questo gruppo.

In caso fatemi sapere.


martedì 2 luglio 2013

I perchè dell'estate

_Post altamente polemico, di polemica gratuita. Post probabilmente doppione di uno dello stesso periodo di uno degli scorsi anni_

E' arrivata l'estate, è arrivato il caldo (forse).
Forse mai come quest'anno Trasparelena si fa le seguenti domande.
  1. Perchè con l'estate ci si sente in obbligo ad abbondare con i deodoranti profumati? Già con il caldo gli odori si sentono più forti. Perchè allora non utilizzare un fantastico deodorante che faccia appunto diminuire l'odore invece che accanirsi su deodoranti che non fanno altro che peggiorare la situazione? 
  2. Perchè con l'estate ragazzedonne quarantenni o quasi si sentono autorizzate a mettere in bella mostra la loro cellulite indossando microshorts in città? Sorella, rassegnati: anche se sei in buona forma fisica non hai più la pelle e le gambe di una ventenne. E anche se ci metti sotto un tacco 10 sempre shorts rimangono. Forse non sono il capo più adatto a te, soprattutto se stai al supermercato. Fatti delle domande. E mettili nella scatola dei costumi da bagno, così li userai per andare in spiaggia.
  3. Perchè con l'estate ci si deve sentire autorizzate a mostrare il colore del reggiseno al mondo? Il bello delle magliette a bustier, con le spalle a vista, è appunto che non ci sono le spalline. E allora che senso ha mettere in bella vista quelle del reggiseno? Esistono, signoramia, fantastici reggiseni senza spalline. Se hai una taglia troppo abbondante per utilizzarli, buon per te, rassegnati a indossare qualcos'altro. Non a tutte sta bene tutto. Io sono bassa divrsamente alta e giammai indosserò uno di quei bellissimi vestiti che si usano ora con la gonna ampia e lunga fino ai piedi, perchè sembrerei ancora più gnoma di quello che sono. 

martedì 5 febbraio 2013

La gente è bella perchè è avariata #2 (solo per stomaci forti)

Ieri sera il Traspamarito mi ha fatto notare che ho dimenticato un  pezzo del racconto.

Sabato mattina, ore 10.30 circa, la Traspafamiglia si sta recando in stazione per prendere il treno.

Saliamo sulla metropolitana e subito sentiamo un forte puzzo profumo di fritto misto.

Fritto misto alle 10.30 di mattina, a meno di un'ora dalla colazione. La sensazione non è stata piacevole.

Ci voltiamo e cosa vediamo?

Una simpatica signora orientale che come se fosse la cosa più normale del mondo si mangia un fritto misto di pesce da asporto bella tranquilla.
Con le mani
Sulla metropolitana
ALLE 10.30 DI MATTINA 


Stavolta la BambinaGrande è stata meno educata e ha esclamato "ma cos'è questa puzza?" Ops

lunedì 4 febbraio 2013

La gente è bella perchè è avariata.

La Traspafamiglia questo weekend ha fatto una trasferta di running. In Liguria per la mezza maratona delle due perle. 
Il Traspamarito correva e noi si faceva la gita
E per essere ecologici, ed evitare lo sbattimento del parcheggio, s'è fatta la gita in treno.

Ecco parliamone.

Non tanto per il mezzo in sè, che è stato praticissimo, ci abbiamo messo poco e la BambinaGrande si è anche molto divertita.

Parliamo della gente.

Andata
Accanto noi c'erano due allegre signorotte. Credo tedesche, anche se le ho sentite parlare pure in francese e in inglese.
Hanno parlato tutto il tempo. TUTTO IL TEMPO. 

Per fortuna che non capivamo cosa si dicevano e così le abbiamo ignorate.

Arriviamo, scarichiamo il bagaglio e cerchiamo di raggiungere l'uscita. Ci si affianca una allegra signorotta, anziana ma arzilla, con mega valigia e cagnolino sotto al cappotto.
E che fa l'allegra signorotta? A parte che ci attacca un bottone che metà basta sul cane che ha freddo (che la BambinaGrande, lei non lo sa, i cani li schifa anzichenò, quindi sorrideva ma solo perchè è educata) e poi si fa portare la valigia dal Traspamarito giù e su dalle scale del sottopasso fino all'uscita.
Dopodichè attacca una tiritera dicendo che lei doveva andare al paese prima, ma il treno non ha fermato
_nostro sorriso
chiede se siamo del luogo
_diciamo di no
indi piglia e se ne va pure un po' scocciata.

Secondo me se eravamo del luogo si faceva portare a destinazione in macchina

Ritorno

Al ritorno il treno ha gli scompartimenti, non è di quelli tutti aperti
Cerchiamo il nostro e ci sediamo.
Notiamo che ci sono già due persone che stanno chiacchierando. Un ragazzo sui 30 e una ragazza sui 35.
Ci fa un caldo becco, e uno dei due ha la giacca di piumino abbottonata fino al collo. La BambinaGrande lo guarda strano ma siccome (per fortuna) è educata non dice niente.
I due chiacchierano
Noi ci sediamo e ci sistemiamo, poi cerchiamo di dormire
I due chiacchierano, parlano di luoghi visitati e alberghi
La BambinaGrande si addormenta, noi ci mettiamo le cuffie
I due chiacchierano. Dicono che la montagna d'estate perde fascino (maddove??) e che in altoadige si mangia male (maquandomai?)
Dopo un'ora e mezza svegliamo la BambinaGrande e ceniamo a pezzettoni di focaccia
I due continuano a chiacchierare, di Londra e di NewYork
dopo un'altra mezz'ora arriviamo
I due si alzano, si salutano dandosi del lei e se ne vanno ognuno per la sua strada

NON_SI_CONOSCEVANO e hanno parlato fittofitto per quasi tre ore.

Noi siamo rimasti senza parole.

Per la cronaca, la corsa è stata bella, il Traspamarito ha fatto il suo personal best sulla distanza e la BambinaGrande ha corso con lui gli ultimi cento metri e tagliato il traguardo.

venerdì 16 marzo 2012

Le mamme dell'asilo

Per una serie di circostanze lavorative fortuite (per la Trasparelena-lavoratrice) e fortunate (per la Trasparelena-mamma) settimana scorsa ho avuto l'occasione di andare a prendere la BambinaGrande all'asilo per ben due giorni consecutivi.
Se non consideriamo il primo giorno, che ero sveglia dalle 5 ed ero stata in ufficio dalle 5.30 alle 15.00 e quindi non ero in me, il secondo giorno ho un po' osservato la situazione.

Contrariamente a quanto immaginavo, non solo i nonni vanno a prendere i bimbi all'asilo.

Indossavo i jeans, le sneackers e la giacca di piumino (praticamente uguale a come ero vestita in ufficio) e la borsetta. Borsetta blu e scarpe grigie, che la Traspanonna ci ha rinunciato a farmi andare in giro con la borsa abbinata alle scarpe.

Sono arrivata un po' in anticipo, per prima praticamente, e mentre ero li che aspettavo sono arrivate

  1. una mamma decisamente più vecchia di me (ma troppo giovane per essere una nonna), o meno ben conservata di me, in evidente sovrappeso, con _EHM_ i pantaloni della tuta sformati neri, le sneackers di coccodrillo e la giacca _e il cellulare incollato all'orecchio, niente borsetta
  2. a seguire una mamma poco più vecchia di me, non in sovrappeso, con i pantaloni della tuta sformati neri, le scarpe da tennis (fiuuu) e un maglioncin peruviano di una taglia in meno della sua pieno di pelucchi, zaino in spalla
  3. a seguire una terza mamma, sempre più vecchia di me in sovrappeso con i pantaloni della tuta blu, le sneackers e un maglioncino di cotone blu stretto e tristissimo. Senza giacca. Senza borsetta, con la borsa della piscina della figlia.
A questo punto siccome la mamma 3 la conosco e mi son messa a chiacchierare ho finito di osservare. Per fortuna, se no mi veniva la depressione.

Ora, mi son fatta le seguenti ipotesi
  1. Erano in libera uscita come me, cioè erano li in via eccezionale e non hanno avuto voglia di cambiarsi quindi sono venute coi vestiti da casa (ma perchè, dico io? ma tuo figlio/a non si merita una mamma carina? non dico elegante con truccoeparrucco, per carità, ma almeno non in pigiama)
  2. Erano part-time o casalinghe/disoccupate e quindi a prendere i figli ci vanno sempre. Si ma perchè in tuta, mi domando? Perchè far passare questo messaggio disoccupato=sciatto o casalinga=abruttita? Mia mamma è casalinga ma per venire a prendermi a scuola ricordo che si cambiava, non teneva gli stessi vestiti che aveva in casa, si pettinava e si truccava pure un po'!
  3. I pantaloni della tuta sformati sono il nuovo trend e io me lo son perso, anche perchè per me tuta=pigiama, e ci esco solo quando vado a yoga (ma ho una tuta dedicata, non è certo la stessa che uso in casa)
Altra cosa che mi ha fatto pensare è che alla mattina, al pre-orario, quando accompagno la BambinaGrande, le mamme che si incontrano (tranne una, in effetti) sono tutte giovani e/o dinamiche e soprattutto vestite meglio. Quasi tutte sportive eh, però non in tuta.

Perchè diciamocelo, un paio di jeans non lo si nega a nessuna!!!

*nota: Trasparelena non è trendsetter, non mette i tacchi, non si trucca se si esclude la crema idratante, spesso non si pettina. Predilige le scarpe da tennis o le ballerine, o gli stivali ma sportivi. Porta solo borsette a tracolla, perchè tutte le altre le perde/cadono/scivolano/dannofastidio. Vestirebbe solo in jeans. Blu. Senza strappi, scoloriture, scuciture.  Siccome deve andare in ufficio alterna con gonne al ginocchio (come minimo), in velluto d'inverno, cotone d'estate. Portate con calze 40den, scure o colorate e stivali, o senza calze con i sandali, a seconda della stagione. Al mare mette la minigonna, perchè non la conosce nessuno.

giovedì 20 ottobre 2011

Ci sono persone


  • Ci sono persone che parlano con tutti, vanno d'accordo con tutti, in ufficio sono amiche di tutti. E poi vanno a casa da sole e scopri pure che son capaci di stare in casa 3 o 4 giorni senza uscire e senza vedere nessuno
  • Ci sono persone che non parlano mai, se non espressamente interrogate, e anche quando interrogate dicono il minimo indispensabile, che stanno sempre da sole e non si sbilanciano in nessun caso. Che tu pensi che siano sempre così. E poi scopri che a casa hanno moglie e figli, e a parlarci, fuori dal contesto (ma nemmeno tanto, che magari basta andare in mensa assieme) sono proprio dei simpaticoni.
  • Ci sono persone che stanno sempre accigliate, con le cuffie. Che fanno battute divertenti ma non sanno ridere alle battute degli altri. Che pensi siano fredde e calcolatrici, e invece scopri essere genitori amorevoli
  • Ci sono persone che fanno un sacco di sorrisini e occhioni dolci. Che cercano complicità e amicizia. E poi scopri che alla prima occasione ti pugnalano alle spalle. E se ne fanno pure un vanto
  • Ci sono persone che quando lavorano perdono ogni altro riferimento con la realtà, che tu pensi di loro le peggio cose. Poi le incontri per esempio in pasticceria, la domenica pomeriggio, e le vedi interagire con la tua bimba, in quel momento 18-mesenne, con una tenerezza che non diresti mai.
  • Ci sono persone che sorridono sempre, e sembrano sempre allegre. Poi a una pausa caffè, senza preavviso, le senti che ti dicono che non vanno in ferie perchè non sanno con chi andarci, che vorrebbero un figlio e una famiglia ma non riescono a uscire dalla loro condizione di single, perchè a una certa età chi si vuole impegnare si è già impegnato e chi non vuole non lo farà più. E che la solitudine è una brutta cosa.
  • Ci sono persone che sorridono a fatica, che parlano poco. Che quando chiedi una informazione di lavoro balbettano, il più delle volte. Poi così per caso inizi a chiacchierare del più e del meno e ti accorgi che sono proprio persone brillanti. E pensi che la timidezza andrebbe curata come una malattia.


lunedì 20 giugno 2011

L'abito non fa il monaco. Forse

Sottotitolo: dell'età biologica e di quella anagrafica.

Qui non l'ho scritto ma due domeniche fa ho compiuto gli anni.
Due domeniche fa ho compiuto 37 anni. Trentasette.
Sono un mucchio di anni.

Ho elaborato la questione solo sabato scorso, ovvero sei giorni dopo l'evento.

Traspachiesa: messa delle 18. Prefestiva.

Arriva una Traspacompagna_di_classe delle elementari.
Trasparelena è in prima fila.
Traspacompagna le passa davanti e sale sull'altare della Madonna, senza vederla. O senza riconoscerla*
Trasparelena è in prima fila da sola, la Traspanonna è dietro di lei con altre 5 o sei dilei coetanee. (dicesi coro)


Trasparelena indossa: Jeans a pinocchietto, maglietta fucsia un po' lunghetta scollata a V e ballerine decathlon color juta, capello petardato, borsona etnica (comprata per 3 euro al mercatino benefico della parrocchia dei Traspasuoceri.

Traspacompagna_di_classe indossa: pantalone nero (o forse beige), camicettina bianca a manica corta, sandalo con mezzo tacco, borsa in pelle, coda di cavallo.

Ecco

A me la Traspacompagna_di_classe mi è sembrata anziana. Mi è sembrata una signora. Aveva pure un po' di doppiomento e la pelle spenta. Una signora di una certa età

Però se ci rifletto il suo abbigliamento era sicuramente più consono del mio alla nostra comune età (che lei è pure più giovane di me di 6 mesi, diciamocelo).

E' che io non mi sento abbastanza trentasettenne, probabilmente.

Nota confortante: ieri ho incontrato al parco Traspa_amica_bimamma_36enne: pantaloni corti, maglietta e ballerine decathlon color juta. E mi sono sentita meglio

Nota aggiuntiva: oggi in ufficio mi sono vestita in modo che mi pare consono al luogo: gonna in tela spessa verde militare un po' svasata lunga al ginocchio (ma sotto, non sopra al ginocchio) con tasche laterali, maglietta rosa pallido con maniche in voile e arricciatura intorno allo scollo rotondo, sandalo mezzo tacco (4 cm) di vernice bianca a listarelle. Capello petardato. Borsona etnica  (la stessa di sabato, che io la borsa la cambierò 3 o 4 volte l'anno). E mi sento bene con me stessa e non fuori luogo.
E sicuramente non mi sento 20-enne, ma nemmeno anziana. 

Ecco.

*ammetto che nemmeno io sono andata a salutare Traspacompagna_di_classe. E pure per un motivo scemo, se devo essere sincera con me stessa. 

venerdì 15 aprile 2011

Ma come ti vesti?

Attenzione, post probabilmente altamente bacchettone
La BambinaGrande, come dice il nome stesso è grande. Pur avendo 4 anni e mezzo se ne infischia delle curve di crescita e sta allegra sul 95° percentile dei sei anni.
Per fortuna ci sta sia come peso che come altezza (finalmente oserei dire) e quindi è equilibrata
Però per i vestiti è abbastanza complicato.

Infatti per i vestiti tocca comprare ormai la taglia anni 6, onde avere la lunghezza, soprattutto delle maniche, e coprire l'ombelico.

Pur vestendo anni 6 la bambina grande rimane comunque una 4-enne e dall'alto dei suoi 4 anni e mezzo è in fissa con 
"Mamma la maglietta la voglio carina, che sia delle principesse o di HelloKitty o almeno con su qualcosa, non con su niente" sottintendendo "e non cercare di propinarmi le righe che le schifo, e nemmeno di rappezzare la magliettatintaunitadiTezenisquattroeuroenovanta con una decorazione termoadesiva che alla fine ti costa pure più della maglietta"

Quindi nell'urgenza di ampliare il parco magliette a maniche corte ridottosi tragicamente rispetto allo scorso anno sono andata da Kiabi.

Kiabi veste piccolo.

Kiabi ha tre categorie di vestiti per bimbi: 0-3, 3-5 e 5-10.
Ovviamente la categoria 0-3 la si scarta sebbene abbia cose carinissime
Purtroppo pure la categoria 3-5 la si scarta, per ovvi motivi di lunghezza
E si punta alla 5-10
5-10
cinque-dieci anni

Ora noi della Traspafamiglia saremo anche all'antica, ma a noi una bambina di 4 anni e mezzo, ma anche di sei o di otto, ci piacerebbe vestirla a fiorellini, cuoricini e stelline, palloncini o teneri pulcini, al limite titti o minni o hellokitty, con gonnelline che fanno la ruota, ma anche jeans "normali"

E invece cosa si trova? Magliette glitterate, con scritte improponibili, o scollate in modo provocante (provocanti a 6 anni, ma scherziamo???). Microgonne jeans scolorite con abbinati leggings neri (neri???) 
Jeans a vita bassa (a vita bassa???) con strappi e scolorimenti.

E se c'è una minni o hellokitty come minimo è rocckettara

Solo che se io porto a casa alla BambinaGrande un paio di jeans tutti scuciti e strappati mi dice di portarli alla Traspanonna per farli aggiustare.... e la microgonna mi 

E alla fine me ne son tornata a casa senza magliette, ho recuperato un paio di quelle tintaunitaditezenis e sto valutando di farci qualche applicazione all'uncinetto.

Perchè io sarò all'antica, ma mi rifiuto di vestire mia figlia come una velina a nemmeno 5 anni (sul dopo se ne parlerà, ma mi opporrò)

Mi chiedo però perchè ci si stupisca di sentire le storie delle varie escort, delle varie 15-enni che ambiscono a fare le veline/letterine/schedine, quando già da piccole queste bambine le si vuole vestire come piccole adulte.

E invece è così bello che si credano principessine e si vestano da bambine quali sono. Per fare le grandi c'è tempo. Oh se ce n'è!
(e paradossalmente capita pure di vedere 30-35enni vestite da 12-enni, con l'ombelico a vista, gli hotpants e i rotoli di ciccia, che il Traspaego si solleva di brutto in questi frangenti) con buona pace di Enzo e Carla.




lunedì 28 febbraio 2011

Della consapevolezza

Il 2011 è iniziato all'insegna della consapevolezza.
Non è stato un processo immediato, è stata una cosa graduale. 
E' stata una cosa che ha coinvolto la mia vita un ambito alla volta, una sfera alla volta.
E' stato un processo lento, ma anche veloce.
Perchè io alla fine sono una persona che ha bisogno di conferme, che ha bisogno di sentirsi dire che va bene, che sta facendo bene. 

E alla fine le conferme arrivano. 
Arrivano dagli occhi che brillano della mia BambinaGrande. 
Arrivano dalla Santapediatra, che mi fa i complimenti perchè la bambina è educata (e non sto a dire quanto lavoro ci sia dietro una quattr-enne ipercinetica che si comporta educatamente)

E poi arrivano anche dai colleghi, che ti dicono che lavori tanto, che chiedono di te per i progetti. 

E in quei momenti pensi che non ti farai mai più ributtare nella mediocrità in cui pensavi di trovarti. Anche se già si sa che risuccederà, perchè è già successo. E mi sto pure antipatica per questo, perchè alla mia età bisognerebbe essere abbastanza forti da sapersele trovare da soli le gratificazioni. Bisognerebbe avere la capacita di riconoscere i propri meriti o i propri sbagli. E forse bisognerebbe pure iniziare a pretendere un po' di meno da se stessi.

Ecco, infine  penso di essere l'unica persona a cui lo spostamento da un ufficio iper-tranquillo a un open-space iper-caotico ha giovato.


venerdì 5 novembre 2010

Tenera è la notte. O no?

Il lettino della  BambinaGrande
Io spesso mi lamento della BambinaGrande che è stata una bambina faticosa. Però se ci rifletto bene ci son state cose in cui è stata brava. Ad esempio la notte.
Sarà che noi già da quando era appena nata abbiamo pensato sempre a lei come a una personcina, non come una nostra appendice ma l'abbiamo sempre spronata a dormire nel suo letto (anche perchè avevo paura di schiacciarla a dormire con lei). E infatti ha iniziato a dormire tutta notte quando aveva 40 giorni. Ha dormito in camera con noi, ma nel suo lettino, fino ai 18 mesi, perchè non avevamo la cameretta, ma appena traslocato avendo la cameretta ci ha subito dormito.
Da quando aveva 25 mesi dorme in un letto più da grandi, senza le spondine, eppure non ce la troviamo mai nel nostro letto durante la notte. Se si sveglia ci (mi) chiama e io vado da lei. Ma generalmente, cioè se non è malata, basta che io le dia un po' di acqua e le dica che è ancora notte, che lei si volti dall'altra parte e vada avanti a dormire fino al mattino.
Al mattino, sa che può venire nel lettone per le coccole quando sente suonare la sveglia (che è una radiosveglia). E ovviamente la accogliamo sempre con gioia.
A me sembra una gestione normale del riposo notturno, anche perchè la BambinaGrande ha più di 4 anni!

Eppure recentemente ho sentito più di un'amica raccontare cose che ai miei occhi sembrano raccapriccianti: la vicina di sotto, che mi dice che il figlio di 3 anni ha sempre (SEMPRE) dormito nel lettone con loro e ora son 3 giorni che dorme nel suo letto e loro la notte si fanno i turni per andare a vedere se respira (e per fortuna è un bambino sano, senza particolari patologie) cosa che io facevo quando aveva pochi mesi... ora non mi verrebbe mai in mente di andare la notte a vedere se respira, a meno che sia già sveglia e magari se mi sembra faccia freddo/caldo vado a vedere se le coperte sono adeguate.
Oppure ho sentito amici con 2 figli dormire in 4 nella camera matrimoniale perchè i lettini dei figli (5 e 3 anni) sono in camera con loro pur avendo la cameretta 
Io non capisco
E mi chiedo: quanto è il bambino ad aver bisogno di dormire coi genitori? Quanto sono invece i genitori ad aver bisogno di questo contatto notturno col bambino?

Io non mi sento una cattiva madre perchè faccio dormire mia figlia in camera sua (con la porta aperta eh, non è che la chiudiamo dentro) e mia figlia non mi sembra una bambina non serena per questo. 
E mi domando come si possa riposare in 3 in un letto da 2... come si possa accettare di dormire con il figlio e mandare il marito in cameretta (perchè un collega mi ha raccontato che loro hanno adottato questa gestione).

venerdì 17 settembre 2010

Svaghi. Perchè ognuno ha i suoi gusti

Ho amiche che ogni tanto escono con le amiche, vanno in birreria a chiacchierare, o in qualche locale trendy, o anche no, o a farsi una pizza, sempre con le amiche.

Anche io e l'amica E, nonchè la dilei pancia abitata ieri siamo uscite. Un'uscita a due, come non capitava da tantissimo, per fare quattro chiacchiere e due spetteguless*.

E siamo andate all'Ikea!

Ci siamo fatte tutto il giro, quello che i MaritiNoiosiEAnnoiati non ci fanno mai fare. Ci siamo soddisfatte.

Alla fine son stata pure brava

Ho preso cose per la casa

Indispensabili
Utili

Quasi utili (in verità questo è un rimpiazzo di una che mi s'è rotta



Per il Traspamarito, che va in palestra

 
Per la BambinaGrande

La farfalla
E anche qualcosa per me
Una sola, sul giallo, simile a quella più a destra.
Il terzo

venerdì 30 luglio 2010

Delle favole, anzi delle principesse

Ieri si discuteva col collega A. dei cartoni animati che guardano i bambini 4enni.
Lui, padre di maschio, si lamentava del fatto che suo figlio si appassioni ai pokemon, che sono, secondo lui diseducativi.
Io, madre di femmina, dicevo che ho bandito le Winx, e ciononostante la BambinaGrande le conosce, pure se preferisce le Principesse Disney.
E qui mi è venuta in mente una cosa che diceva pure Claudia: le Winx saranno pure scosciate (e per questo secondo me inadatte a una bambina di 3-4 anni) però non è che le Principesse siano 'sto esempio di vita.
Prendiamo Biancaneve: i 7 nani le dicono in tutti i modi di stare attenta e non fare entrare nessuno e lei che fa? appena si presenta una vecchina di passaggio non solo la fa entrare in casa, ma si mangia pure la mela! Alla faccia della prudenza!
Passiamo a Cenerentola: decisamente una ragazza senza carattere: si fa sottomettere dalle sorellastre e si ritrova a far la serva nella sua stessa casa, e se la sfanga solo perchè è bella e il principe si innamora di lei. Incommentabile.
La bella addormentata  poi è l'emblema della ragazza facile: incontra il principe e prima gli dice che non si rivedranno mai più, la frase successiva è "presto" e poi "stasera" e gli dà pure l'indirizzo di casa (vedere dal minuto 4 il video che ho linkato).
Insomma, io salverei solo Belle che combatte per amore e non guarda l'aspetto fisico della Bestia, e Tiara, la principessa de "la principessa e il ranocchio", che si fa strada nella vita lavorando sodo e così riesce a realizzare i suoi sogni, o anche di più.
Jasmine, la Sirenetta e Mulan non le ho considerate perchè non si possono vedere (la BambinaGrande non le apprezza)

Tuttavia le principesse noi le guardiamo, pure se io un po' le commento, con la BambinaGrande, perchè insomma, sognare bisogna!!!