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mercoledì 28 novembre 2012

Firenze, buona la terza

Questo weekend io e il Traspamarito siamo stati a Firenze, per la Firenze Marathon. 
Lui ha corso e io ho fatto il tifo.

Ero già stata altre due volte a Firenze,e tutte e due le volte non mi era piaciuta.

La prima in terza media: gita scolastica, non mi piaceva la classe, non mi piacevano i compagni, non mi è piaciuta la gita

La seconda con i Traspanonni, alle superiori. Ci eravamo fermati 3 notti in un campeggio praticamente nello svincolo della tangenziale, che mi faceva paura. Mi era piaciuta solo la visita agli Uffizi, e la Venere del Botticelli, ma poteva essere dovunque, della città non mi era rimasto niente.

Stavolta è stato diverso. Stavolta la gita era per visitare la città, non i musei. La maratona ti costringe a vivere la città per se stessa, non per i suoi monumenti. Ed è stato bellissimo.

Il primo giorno avevamo da ritirare il pettorale, e abbiamo fatto un saaaaaaaaaacco di strada a piedi (da Pontevecchio allo stadio e ritorno), che è stato un tragitto suggestivo. Non turistico, ma funzionale. E bello. In mezzo a una Firenze che poteva essere Milano, o Roma, o Bergamo o Lecce. Anonima insomma. 
Ma bella, rilassata, non caotica seppure discretamente trafficata. 
Con palazzi non storici, ma ordinati. Una città anche molto pulita.

Il resto del tempo l'abbiamo passato nel centro storico. Sia per la corsa che per le varie cene o passeggiate.
Ed è stato bellissimo. Viette strette, palazzotti antichi ad ogni angolo, tutti curati, tutti belli, tutti abitati. Magari un po' vissuti ma mai sciatti. Vicoletti pedonali, e biciclette ad ogni angolo

Mi ha impressionato molto la quantità di biciclette che c'erano parcheggiate in giro, tanto che col Traspamarito ci chiedevamo se sono tutte "up and running" o se certe erano li da secoli e ormai parte del paesaggio. Però parevano tutte in ordine.

E tanti runner. E non solo per la maratona, anche i giorni successivi ne abbiamo visti. 

La maratona meriterebbe un post a parte. Clima spettacolare, tantissima gente a vedere i corridori, nel centro storico. E tantissimo tifo. 
Ho visto il sindaco Renzi, al 20° km, sfatto come non mai, ma in mezzo ai suoi concittadini come uno normale. Tutti lo incitavano chiamandolo per nome. E a me 'sta cosa insieme col fatto che ha praticamente la mia età m'ha fatto molta simpatia. Ma proprio tanta!
Ho visto Linus, che ho saputo poi essersi fermato 25°, e mi ha un po' deluso vederlo circondato da una serie di co-runners tipo staff. 
La corsa è democratica, si fa tutti fatica allo stesso modo. Tirarsela è un po' da sfigati.

E ho condiviso l'ansia con un'altra moglie di runner, perchè il Traspamarito dall'altra maratona s'è iscritto a una squadra e quindi c'era un suo compagno di squadra che faceva i suoi tempi, con cui a condiviso la gara. Ed è tutta un'altra cosa, tant'è che non ho nemmeno pianto!

Postilla: è stata la prima vacanza senza la BambinaGrande. E non mi sembrava mi fosse mancata. Non fino a quando sono andata a prenderla a scuola, ieri, e a momenti mi metto a piangere in mezzo al cortile della scuola, tanto mi sono emozionata a rivederla.

martedì 17 aprile 2012

La Milano City Marathon vista dalla BambinaGrande

In attesa del Traspamarito
Palazzi
servizio d'ordine
Corridori di spalle
corridori in arrivo
E finalmente ECCOLO!!
Quello Arancione con il cappellino bianco
All'arrivo
Questa dell'arrivo l'ho fatta io, è un po' sfocata e un po' mossa, perchè la moglie del runner, ho scoperto, quando va a vedere l'arrivo della maratona piange, e con le lacrime non ci vedi tanto bene, e non riesci nemmeno a gridare, pensi solo che è arrivato e ha fatto una grande impresa. E ti trema pure un po' la mano, quindi le foto sono un po' così


Nell'attesa dell'arrivo noi s'è ingannata l'attesa guardandoci intorno
Decisamente questa bambina ha un debole per le scarpe

I miei piedi

Piedi del Traspasuocero

Piedi BambinaGrande
Piedi venditore ambulante di ombrelli
scarpe senza piedi (in vendita)
altre scarpe senza piedi
ci vanno bene pure i negozi, basta che siano scarpe
La Medaglia
La bevanda dell'atleta (no, la Enervit non mi paga)