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martedì 26 novembre 2013

Dell'amicizia. E della manifestazione del dolore

Ieri Trasparelena è stata a un funerale.
Il funerale del padre di una persona con cui è stata molto amica.
Una persona che ora non le parla più. 
Una persona che lo scorso anno si è sposata ma non l'ha invitata al matrimonio, sebbene siano stati davvero molto amici, e fosse stato a suo tempo invitato alle Traspanozze.
Siccome Trasparelena ha imparato che c'è sempre un motivo, anche se in questo momento ancora non l'ha capito, ha deciso che ieri voleva esserci. E il Traspamarito, che è persona forse più razionale ha appoggiato la decisione accompagnandola*.

E così lei e il Traspamarito si sono ritrovati li, un po' intrusi, un po' ai margini.
Ai margini, perchè il Traspamarito è una persona schiva, e Trasparelena pensa sinceramente che il dolore sia una cosa che merita il rispetto del silenzio. E che vada vissuto in maniera privata.

E mentre se ne stavano tutti li ad aspettare il feretro, che ovviamente Trasparelena ha fatto sì che si arrivasse in anticipo, non poteva non pensare che le sembrava una violenza il fatto che i parenti del defunto si sentissero in obbligo di abbracciare tutti. Come ai matrimoni.
Come peraltro si vede a tutti i funerali.

Trasparelena pensa che la sola presenza sia già di fatto un abbraccio. Dia il messaggio "non sarei qui se non mi importasse di te, e della tua perdita" 

Ma forse Trasparelena è un po' abituata a dare le cose per scontate.
Così come non andrebbe mai sull'altre durante il funerale di un congiunto a dire quanto era speciale questo congiunto per lei. Per pudore, probabilmente, ma anche perchè se il congiunto è un parente stretto, come in questo caso un padre, è ovvio che il figlio lo trovasse il padre migliore in assoluto, una grande persona etc etc. Che sicuramente è quello che il defunto è stato, peraltro.

Ecco, forse Trasparelena, di base, è una persona fredda. O forse è emotivamente limitata, visto che sta ancora elaborando il lutto della cugina I., al cui funerale ha letto la lettura come se fosse una messa normale, perchè fondamentalmente le sembrava talmente impossibile che fosse successo che ha dovuto vedere la foto sulla bara per rendersene conto veramente, e quindi mettersi a piangere di ritorno dalla comunione e non riuscire più a smettere fino al cimitero. Foto che la zia ha fatto stampare per tutti i cugini, ma che Trasparelena non ha portato a casa, perchè anche dopo tre anni non  ci riesce.

E nonostante Trasparelena pensi che sia giusto lavorare un po' per migliorarsi, non pensa che su questo punto ci sia molto margine di manovra.

*Ieri Trasparelena ha deciso di dare un'altra possibilità ad un'amicizia che è stata e non è più. Ha fatto la sua mossa. Ora attende. Probabilmente invano. Ma senza rimpianti.

1 commento:

  1. Ottima mossa cara!!! E se non arriva la contromossa non importa... tu hai dato con l'affetto che il tuo amico meritava... almeno per quello che è stato!

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L'educazione è molto apprezzata