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lunedì 4 marzo 2013

Il dolore ai tempi di facebook

Ieri si è spenta una persona che conoscevo.
Non posso dire che fossimo amiche intime.
Era una persona che conoscevo dall'infanzia perchè siamo nate e cresciute nello stesso cortile, lei era più grande di me, io sono coetanea del fratello, di cui non sono mai stata molto amica. 
Aveva 42 anni, lascia un figlio di 11 anni. Ha combattuto contro la malattia per 7 anni.
Aveva un sorriso meraviglioso, sempre. Anche quando aveva appena ricevuto una brutta notizia. 
A vederla non si sarebbe mai detto quanto stava male.

Si è spenta ieri pomeriggio. E l'ho letto su facebook.

L'ho letto su facebook.

Mi sono ritrovata a piangere seduta alla panchina della giostrina mentre la BambinaGrande mi salutava con la mano. Perchè mentre la guardavo ho aperto facebook. 

L'ho letto su facebook. L'ha scritto il fratello, che ho tra gli amici.

Non so dire se sia una cosa buona o non buona, questo fenomeno dei socialnetwork che entrano prepotentemente nel quotidiano di tutti.

Io forse una notizia del genere l'avrei voluta vivere in un modo più privato. Perchè per me il dolore è una cosa privata. 
Però un dolore così grande come la perdita di una sorella non l'ho mai provato. E non so cosa si siano detti tra fratelli. Magari lei aveva detto che avrebbe avuto piacere che la notizia si sapesse in quel modo, che arrivasse a tutti. Non so. Non si sa mai cosa si vorrebbe in quei momenti.


"Ciao, ci hai dato un grande esempio di coraggio. Ci hai regalato sorrisi meravigliosi"

2 commenti:

  1. Piacere di conoscerti! Sono arrivata qui tramite Tatina. Cose molto molto condivisibili quelle che dici sul dolore, che dovrebbe essere un fatto privato. Facebook è un mezzo un po'fuori luogo, anche se forse l'intenzione era quella di dare la notizia a più gente possibile, chissà.

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L'educazione è molto apprezzata