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lunedì 19 dicembre 2011

Volevo scrivere

Volevo scrivere del ponte dell'Immacolata, inaugurato con una fantastica multa per lavaggio strade, perchè non ci è suonata la sveglia in temo e abbiamo raggiunto la macchina con ben 5 minuti di ritardo, e concluso con l'acquisto dei mobili del soggiorno (mica tutti eh, ci manca ancora il tavolo), aggiungendo che in fantastici 3 anni di Traspacasa-dei-sogni stavamo ancora con 2 scaffali Ivar come soggiorno

Volevo scrivere della BambinaGrande, che di pattinare sul ghiaccio non ne vuol più sapere, però con i roller va che è una meraviglia, come se avesse pattinato tutta la vita (come pattino io, ma con i pattini con 4 ruote però)

Volevo scrivere che la mamma dell'amichetta A-uno mi ha detto che la BambinaGrande, nel pomeriggio trascorso con le A-miche è stata la più brava di tutte, e la più educata, e che per ogni cosa chiedeva per favore e poi diceva pure grazie, cosa che mi ha riempito di orgoglio come non mai

Volevo scrivere che il momento più bello di tutto il ponte è stata una mattina in cui la BambinaGrande è venuta da noi nel lettone verso le 8 e poi si è riaddormentata, e siamo state così abbracciate addormentate per un'oretta. 

Volevo scrivere che per la prima volta dopo sei anni mi è capitato un capo che in mezzo a un casino  lavorativo inenarrabile si è preoccupato di chiedermi come facevo con la bambina visto che s'era fatto tardi e di dirmi di andare pure se ne avessi avuto bisogno. Ed è una persona che figli non ne ha.

E invece sono stata travolta dagli eventi. Sono state giornate lavorative pesantissime, che mi hanno veramente ucciso. Belle sicuramente, perchè ho imparato e fatto tante cose, però faticosissime.
E la sera avrei voluto soltanto andare a casa a sdraiarmi e dormire. E invece uscita dall'ufficio mi facevo 10 minuti di passeggiata defaticante e poi mi mettevo un sorriso e andavo a prendere la mia BambinaGrande. E nonostante la fatica pensavo che se non avessi avuto da mettermi quel sorriso lì alla situazione lavorativa bella ma faticosa non ci sarei mai arrivata, perchè non avrei superato i tre mesi precedenti, che sono stati non solo pesanti, ma anche brutti brutti brutti. Perchè mettendomi quel sorriso e prendendomi il primo abbraccio della serata automaticamente mi si rimettono a posto tutte le priorità, e tutto acquista significato.

E ieri sera, mentre ascoltavo la messa della festa della maternità di Maria pensavo che un figlio non è solo un dono, è il dono più grande di tutti. E' una esperienza che auguro veramente a tutti, perchè se pensi di essere felice prima di avere un figlio, quando diventi genitore e guardi il sorriso di tuo figlio capisci che la felicità precedente era solo un pallido pallidissimo riflesso di quella vera.

E pensavo che sicuramente non sono una mamma perfetta, forse non sono nemmeno molto brava, potrei essere più paziente, potrei inventarmi più giochi, potrei farle vedere meno TV e leggerle più libri, potrei farle mangiare cose più sane e cucinate fresche, e non cucinare solo nel weekend per poi scongelare in settimana, e ancora mi sento in debito con la mia BambinaMeravigliosa quando mi guarda come se fossi la Madonna (cioè sempre), ma questa è senza dubbio la cosa più difficile che abbia mai fatto, e anche quella di cui vado più fiera.

2 commenti:

  1. che belli che sono gli occhi dei bambini!dentro ci trovi tanta ammirazione e riconoscenza. Nello sguardo della mia bimba, trovo tutto il bene del mondo, è bello vedere lo stupore nell'avvistamento di un aereo, quando vede un cagnolino o un micetto, e la gioia quando mi vede rientrare dal lavoro...tutto la fatica è cancellata dall'amore che trovo nel suo sguardo

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  2. mi hai commosso.. non posso che condividere quello che hai scritto sul potere che hanno i bimbi di farci sentire migliori e in debito per la felicità che ci regalano.

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L'educazione è molto apprezzata