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venerdì 10 aprile 2009

Sono Perplessa

e mi faccio anche delle domande. 

Mi chiedo se forse ho sbagliato, o peccato di ingenuità, o se comunque ho lavorato male.

Perchè non mi spiego un sacco di cose, e non mi spiego quello che mi sta succedendo adesso.

Non mi spiego la capa L, che verso fine settimana perde la trebisonda (per dirla educatamente, il Mostro direbbe che le gira la ciribiricoccola) e grida con aria da vittima.

Non mi spiego questo ruolo in cui mi ritrovo simpaticamente a farle da segretaria personale, che non può fare altro che eseguire pedissequamente gli ordini, senza metterci un minimo di intelligenza critica, ma senza nemmeno potersi permettere a volte di organizzare le attività in autonomia (non nei tempi eh, per carità, ma almeno nei modi) e venendo poi a sapere che certi pezzi delle cose da fare ops, non mi son stati detti e scusasemisondimenticata oppure son cambiati in corsa e tu non c'eri quando l'abbiam deciso, ma come non leggi ancora il pensiero?

Non mi spiego perchè ci si aspetti che io sappia tutto delle attività della collega A, pure se lei non è nemmeno in ufficio con me, pure se lei segue progetti diversi dai miei, pure se non sono in copia nelle mail. E tra l'altro apprezzerei di venire tenuta fuori dalle questioni confluttuali/personali/organizzative tra lei, la capa L e il capo P che a volte mi trovo a fare da mezzo improprio di comunicazione e la cosa è più che altro imbarazzante.

Non mi spiego perchè se faccio delle domande mi vien risposto spesso e volentieri "non serve che tu lo sappia" o anche "non lo devi sapere"

Peccato che poi quando non so le cose è colpa mia

Peccato che la figura di legno con le persone che mi fanno domande a cui non so rispondere la faccio io

Peccato che queste persone mi fanno delle domande perchè fino a febbraio io quello che stava succedendo lo sapevo

E ora non lo so più, anzi, non lo devo più sapere.

E allora mi domando se ho sbagliato. 

E dove ho sbagliato.

E in cosa.

Perchè non lo capisco, e se non lo capisco non mi posso nemmeno correggere, non posso sfuttare questa schifosa situazione per almeno trarne un insegnamento, una crescita professionale o quantomeno umana.

Perchè sono un po' stufa di avere pazienza, che la pazienza si dà a chi se la merita. E sono molto stufa di venire qui a farmi gridare in faccia, che chi alza la voce ha torto, a prescindere da quello che dice. 

E sono anche stufa di sentirmi dire che remo contro, se faccio delle obiezioni anche banali. E di sentirmi dire "se non lo vuoi fare lo faccio io" quando mi si chiede di fare cose che non posso fare, dato che non so di cosa si tratti* E sono stufa di sentirmi dire che da ora in poi per certe mail devo tenere in copia  tizio e caio, quando nessuno mi ha detto che tizio e caio vanno coinvolti, anzi tizio mi aveva proprio detto di non metterlo più in copia.

Ed è veramente brutto lavorare per una persona che non si fida. Che ancora non si fida dopo 8 anni. Soprattutto quando in questi 8 anni ci son state anche persone che si son fidate. E vorrei capire se se ne son pentite.

*mi è stato ad esempio chiesto di elencare tutte le attività pending con il fornitore per un certo gruppo di lavoro. Peccato che io non so quali attività siano pending perchè non sono mai in copia nelle mail che si scambiano in merito a quel gruppo di lavoro. Quando l'ho fatto notare, che non posso fare un elenco di cose che non potrei far altro che immaginare mi è stato risposto "se non lo vuoi fare lo farò io". Pure per lavativa passo. 

1 commento:

  1. ceithre il 10/04/09 alle 17:18 via WEB
    ahia! lasciare una copia di questo su qualche scrivania???

    caia coconi il 11/04/09 alle 16:00 via WEB
    vista la situazione cos'hai da perdere a parlare chiaro? chiediglielo in faccia alla tipa L che problemi ci sono. oppure per iscritto, con una bella mail in copia a tutto l'ufficio. eccheccavolo! (cmq buon w-e lungo, svagati e prendi un respiro di sollievo intanto!) bacio

    Flavia il 13/04/09 alle 09:56 via WEB
    Vedo un brutto incartamento reciproco in atto, una spirale che qualcuno deve spezzare, a meno che tu non abbia già deciso di andare via da lì. ma non ti conosco ancora :) e per fare qualche osservazione sensata dovrei capire tutto il contesto lavorativo. ti dico solo, per esperienza: lascia perdere i mail, quelli inaspriscono di più la situazione perchè sono il mezzo usato da chi non sa sedersi tranquillamente guardandosi in faccia. quindi cerca un dialogo tranquillo, non aggressivo, spiega tutto, senza accuse, falle capire che vuoi lavorare bene con lei e che non ci stai riuscendo. e scusa se mi sono intromessa ma ne ho viste tante di queste situazioni...qualche volta ero io la capa, qualche altra volta ho detto "faccio del mio meglio, ma sulla telepatia ci sto ancora lavorando" ottenendo un sorriso.

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L'educazione è molto apprezzata